"Allo Stelvio buone sensazioni, in Canada voglio esserci"

Il sorriso di Nadia Fanchini splende come il sole che bacia il ghiacciaio del Livrio. La fitta coltre nebbiosa che si vede dalle piste e soffoca l’Alta Valtellina fino al Passo, è come quel brutto pensiero ormai scacciato, quella paura di non riuscire più a sciare. Quel mare di umidità arriva fino ai piedi del dominio sciabile, ma non lo intacca. C’è il sole sul ghiacciaio, il sole è per Nadia la speranza di poter tornare presto a correre. Lo scorso 31 gennaio Nadia Fanchini si era fracassata entrambe le ginocchia: crociati laterali, inserzioni del gemello, cavo plupiteo, eccetera eccettera. Una ‘legnata’ paurosa. Ora la talentuosa polivalente di Montecampione ha effettuato il primo raduno con la squadra delle discesiste, in compagnia della sorella Elena, di Daniela Merighetti, Johanna Schnarf, Elena Curtoni, Verena Stuffer e Lucia Mazzotti, in compagnia dello staff tecnico composto dal responsabile Raimund Plancker, dello skiman Mauro Sbardellotto, dei tecnici David Fill, Gigi Parravicini e dal nuovo innesto, Alessandro Roberto. La camuna è soddisfatta: "Ad agosto avevo rimesso gli sci con David Salvadori sempre qui allo Stelvio, ora il primo raduno con Raimund ed il resto del team. Ho fatto anche gigante fra i pali, le sensazioni sono decisamente meglio del previsto. Non credevo nemmeno io, ho anche forzato per vedere come reagivano le ginocchia. Il 24 novembre le velociste partono per il Canada, a dicembre le gare a Lake Louise, farò di tutto per esserci". Finalmente il peggio è passato, adesso Nadia può guardare avanti.