Nadia Delago, la serenità ritrovata

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Nadia Delago torna nella top10 in Coppa del Mondo. È passato un lunghissimo periodo dall’ultima volta. Era Garmisch 2022, quinta in discesa, poi il grande bronzo a Pechino solo qualche giorno dopo. Le stagioni successive sono state molto difficili, oggi il decimo posto a Tarvisio, con un pettorale molto alto. «Sono molto contenta per mia sorella e, naturalmente, anche per me – le parole di Nadia – Il ritorno in top10 significa molto: negli ultimi anni abbiamo attraversato un periodo davvero difficile e avere qui mamma e papà rende questa giornata ancora più emozionante. Sono felicissima». 

Un lungo abbraccio con tua sorella Nicol sul traguardo. Che cosa vi siete dette?
«Che è stata bravissima: ha sciato bene, in modo deciso, mi ha dato fiducia perché guardandola ho capito che si poteva fare. Partivo un po’ più indietro e forse la neve era già un po’ segnata, ma ho dato davvero tutto. Meglio di così non potevo fare, quindi sono molto contenta».

Scorrevolezza, fattore Delago?
«Sì, entrambe abbiamo quel qualcosa in più in tal senso. Devo anche ringraziare il nostro skiman Luca Vuerich, che ci ha accolto un mese prima della gara e ci ha preparato degli sci velocissimi. Sono entrata in pista e ho subito sentito che gli sci correvano. Un grande grazie a lui, a tutti gli allenatori e a tutti quelli che hanno creduto in noi anche nei momenti più bui».

E sul setup dei materiali?
«È stato fatto un grande lavoro anche qui. Come ha detto mia sorella, siamo molto in fiducia con i materiali. Luca ci ascolta, ci capisce, possiamo dirgli tutto e non è permaloso. Questo fa una grande differenza». 

Nicol e Nadia Delago ©Pentaphoto
Nicol e Nadia Delago ©Pentaphoto

Hai guardato tua sorella?
«All’inizio non volevo, perché quando la osservo mi agito. Poi ho pensato fosse giusto, l’ho vista sicura e questo mi ha dato la giusta carica. Ha scelto linee molto buone, anche quel passaggio prima del triplone dove ho avuto un attimo di paura. Meno male che non partivo subito dopo, altrimenti avrei avuto i battiti a 200».

Ti sei ritrovata, qual è stato il tuo percorso?
«Ho lavorato con la mia mental coach, che mi ha aiutata molto. Non è qualcosa che cambia da un giorno all’altro: serve tempo. Quando arrivano i risultati, cresce anche la fiducia. In prova puoi andare bene, ma in gara è diverso perché tutte partono da zero. Però stiamo lavorando bene e spero di continuare così, soprattutto nella gestione della pressione». 

Senti la pressione?
«No, cerco di godermi quello che faccio perché lo sport che pratichiamo è bellissimo. Quando le cose non vanno bene è più difficile, certo, ma io cerco di non pensare al risultato: penso alla sciata, a dare il meglio, a divertirmi. I risultati poi arrivano».

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