Mikaela Shiffrin dice no alla discesa. E i prossimi Giochi potrebbero non essere gli ultimi

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Quando le viene chiesto se Milano Cortina 2026 sarà l’ultima apparizione a cinque cerchi, Mikaela Shiffrin respira profondamente, si prende qualche secondo e lascia aperta la porta: «A essere sincera non lo so: 50% sì, 50% no». È lei la star di Bergheim, poco fuori Salisburgo, dove Atomic ha organizzato il consueto media day. Ed è l’americana, presa da altri impegni successivi, a salire per prima sul palco e a raccontarsi dopo l’ultima stagione, davvero difficile. Quella caduta nella seconda manche del gigante di Killington, con il centesimo successo a un passo, ha lasciato qualche cicatrice. Non solo fisica. «Era come se avessi perso il controllo del mio corpo – dice – Condividere, parlare e interagire con gli altri sulla mia vita e le mie esperienze mi ha aiutato incredibilmente a crescere e a guardare avanti».

Alla vigilia della nuova stagione spiega di non essere ancora pronta, piuttosto «emozionata». Ha lavorato intensamente durante la stagione estiva, proseguita senza intoppi e nel migliore dei modi.  «È un lavoro in corso, ma sono molto soddisfatta dei progressi – dice – Mi sento molto più forte rispetto alla fine della stagione. Affrontiamo questo inverno con un’atmosfera positiva, in cui provo molta fiducia nelle persone che mi circondano. Ne sono molto grata». 

Mikaela Shiffrin all'Atomic Media Day
Mikaela Shiffrin all’Atomic Media Day

Nei suoi programmi ci sono sicuramente gigante e slalom, qualche valutazione sul superG, già esclusa invece la discesa. «Nelle ultime due stagioni mi sono infortunata e sono rimasta lontana dalla neve per almeno otto settimane – racconta la trentenne americana – Quindi forse non è molto intelligente aggiungere altre gare». E aggiunge: «Lascio aperta la possibilità del supergigante, perché amo questa disciplina e mi piacerebbe tornare a gareggiare. Prenderemo una decisione prima delle Olimpiadi e vedremo se ha senso». Scartata a priori invece la discesa, compresa quella olimpica di Cortina d’Ampezzo. 

Sugli sci a 40 anni come Lindsey Vonn? «Non mi vedo a gareggiare fino a quella età, ma sono sicuramente ispirata dal successo di atleti che riescono a competere e mantenere quel livello per così tanto tempo, per poi allontanarsi dallo sport e tornare». 

Ora lo sguardo alla prossima stagione, che inizierà con il gigante di Sölden tra meno di due settimane. Shiffrin dice di non essere ancora pronta, ma per certo si candida ancora una volta per la classifica generale, facendo forza prima di tutto sulle due specialità tecniche. 

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