L’austriaco caduto sulla Saslong indossava il D-air

Se ne è parlato tanto. Oggi, dopo molte ipotesi, per la prima volta in una gara di Coppa del Mondo un atleta è stato protagonista di una caduta con apertura dell’airbag, il D-air di Dainese, anche se molti, probabilmente, non se ne sono accorti (segno che si tratta di un device poco ingombrante e impattante in caso di apertura accidentale). Guardando però al rallentatore le immagini del volo di Matthias Mayer, si vede chiaramente che sulla schiena si forma una gobbetta. L’austriaco si è girato in un salto alla terza Gobba del Cammello, sbattendo violentemente con la schiena e la testa e facendo schizzare in alto la maschera. Un brutto volo che ha costretto l’organizzazione a sospendere per una ventina di minuti la gara e a trasportare prima a valle e poi in ospedale a Bolzano, per accertamenti, Mayer.

LE CONDIZIONI – Non ci sono ancora bollettini medici ufficiali, ma dalle prime notizie sembra che l’austriaco muovesse senza problemi gli arti e facesse fatica a respirare probabilmente per la botta violenta. Dopo l’intervento dei soccorsi e passato lo choc sembra che la situazione fosse migliore e si ipotizza un trauma toracico. Mayer si è accorto della corretta apertura del D-air mentre era in volo.

HUJARA TRA I PRIMI IN PISTA – Tra i primi ad arrivare sul luogo dell’incidente l’ex Race Director FIS Guenther Hujara. Al traguardo ha fornito informazioni sull’efficacia dell’airbag, un progetto del quale in FIS si parla da sette anni e che da cinque anni, grazie anche all’impulso dato dallo stesso Hujara quando era Race Director maschile, era in fase di sperimentazione. La soddisfazione di Hujara è proprio legata alla chiusura di un percorso nel quale ha creduto fin dall’inizio nonostante lo scetticismo di molti, anche tra gli atleti.

IN SETTE CON L’AIRBAG – È ancora presto per dire se e quanto è stato efficace oggi nella discesa il D-air, anche se la sensazione è stata quella di un device che ha evitato danni peggiori. Sulla Saslong oggi l’hanno usato gli austriaci Striedinger, Reichelt, Mayer e Scheiber, i canadesi Osborne-Paradis e Guay e lo statunitense Sullivan.

LA CADUTA DI REICHELT IN ALLENAMENTO – L’airbag aveva già dimostrato la sua efficacia quando Hannes Reichelt era caduto nelle settimane scorse, non in gara ma in allenamento, proteggendo la spalla da un violento impatto. L’austriaco si era detto molto soddisfatto ed è diventato un convinto sostenitore del D-air. La sua caduta ha inoltre convinto diversi compagni di squadra a utilizzarlo anche in gara.

COME FUNZIONA – Un algoritmo e diversi sensori permettono l’apertura dell’airbag quando viene rilevata una caduta di una certa entità. Il D-air si apre prima dell’impatto, come correttamente avvenuto oggi. «Per prima cosa speriamo che, come sembra dai primi accertamenti, le condizioni di salute di Matthias Mayer siano buone – ha detto Marco Pastore, responsabile racing di Dainese -. Mayer è l’atleta di punta del progetto ed è stato il primo a credere nel D-air. È ancora presto per dare informazioni precise su quello che è accaduto, nelle prossime ore analizzeremo i dati che vengono registrati, però siamo soddisfatti perché abbiamo la sensazione che il D-air abbia funzionato correttamente nelle condizioni di gara e abbia evitato un infortunio più grave. Dopo anni di sperimentazioni e partendo da una situazione di scetticismo generale, oggi abbiamo messo una prima pietra importante per aumentare la sicurezza nello sci alpino».

COSA NE PENSANO SVINDAL E FILL – Dopo la caduta di Mayer, Aksel Lund Svindal ha detto che «sono benvenuti tutti i device che portino a un aumento della sicurezza nello sci». Il norvegese, che ha utilizzato l’airbag in prova, però ha anche ammesso di non pensare ancora di usarlo in gara perché, anche se sottile, comporta delle modifiche alla tuta per un perfetto fit. Probabile che voglia usarlo quando arriverà la tuta personalizzata. Per Peter Fill è meglio aspettare che sia ancora più collaudato. «Preferisco essere sicuro che non si gonfi mentre sto saltando alle Gobbe del Cammello, ma credo che quando ci saranno più dati disponibili sarà interessante prenderne in considerazione l’utilizzo» ha detto l’altoatesino. Tra gli italiani Christof Innerhofer ha utilizzato il D-air nelle prove sulla Saslong. Anche per lui si prospetta un utilizzo in gara quando arriverà la tuta personalizzata?

AGGIORNAMENTO – In tarda serata la Federsci austriaca ha dichiarato che Mayer ha riportato la frattura di una vertebra toracica e che presumibilmente dovrà restare fermo quattro settimane.

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