Mauro Pini: «In gara non riusciamo a esprimerci. Ci aspettiamo di più, ma con fiducia nel lavoro e nei ragazzi»

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Un gigante (sul Rettenbach) e due slalom. Tempo di mini-bilancio italiano che stiliamo assieme al responsabile del settore tecnico azzurro maschile, il ticinese Mauro Pini. Il piatto piange, finora. Senza utilizzare giri di parole dopo Levi e Gurgl: «I risultati, è vero, ce li aspettavamo migliori e da parte di tutti. Ma perché siamo convinti che i ragazzi stiano sciando, almeno in allenamento, esprimendosi al massimo delle loro possibilità. Certo, abbiamo aperto un paio di capitoli tecnici nuovi, mettiamola così, e per questo ci vuole un po’ di tempo».

«C’è anche chi è veloce, come Vinatzer – prosegue Mauro -. Siamo tutti concordi nel dire che in allenamento scia da migliori cinque. In parte a Levi l’ha dimostrato e anche nel finale della prima manche oggi, pur controllando un po’ sul muro. Dopo un’uscita, succede. Ma è lì. Negli ultimi 15 giorni abbiamo visto tutti gli atleti dare il massimo e questo è positivo. Fatta questa doverosa premessa, è chiaro che in gara al momento gli atleti non sono stati in grado di esprimersi».

Entriamo un po’ più nei dettagli: «Tobias Kastlunger ha fatto un buon risultato a Levi, 12° con il pettorale 38 e su una pista di certo non congeniale alle sue qualità; anche Vinny stava andando per un top 5 sicuro, almeno nella prima manche. Però, ovvio, bisogna arrivare al traguardo. Quella odierna è stata invece una gara particolare: tracciati simili, con pochi cambiamenti, la prima manche con 30 atleti in un secondo e mezzo, tanto per capirci. E un Vinatzer molto ben piazzato, a 4 decimi dal podio. Sala rientrato dopo la squalifica di Zubcic. Da Kastlunger ci aspettavamo di più, lui per primo. Un grosso errore però gli ha compromesso la qualificazione. La seconda non è stata positiva».

Su Vinatzer: «L’idea è chiara. Stiamo lavorando su una sciata più moderna, ordinata, più alta di bacino, con i piedi chiusi sotto e sempre in contatto con la neve. A volte funziona, finora in gara non ha funzionato. Ci manca un risultato».

Alex Vinatzer in azione a Gurgl ©Agence Zoom
Alex Vinatzer in azione a Gurgl ©Agence Zoom

«In più, analizzando l’ordine di arrivo oggi, si nota una supremazia evidente di una marca sulle altre. E’ cambiata anche l’umidità nella seconda manche, così come la neve, e altre marche hanno fatto più fatica. Non è una scusa, a Levi è andata in un’altra maniera e magari in Val d’Isere sarà ancora diverso. Certo, lo slalom maschile è tosto, difficile, con una concorrenza pazzesca. Marchant nemmeno si qualifica per la seconda manche a Levi, a Gurgl finisce secondo per 7 centesimi; Taylor in Finlandia sembra un fenomeno, arriva a ridosso del podio, in Austria non supera il taglio di metà gara. C’è un livello incredibile e bisogna saper approfittare delle occasioni. Durante la gara in Lapponia mi son premesso di dire che erano forse in 50 per la top 10. Per questo bisogna essere pronti a cogliere l’attimo: prima in allenamento per poi farlo anche in gara. Ci sono quelle situazioni in cui, se sei in giornata e il materiale gira su quel terreno, te la giochi fino in fondo, indipendentemente dal pettorale. E in quelle giornate noi dobbiamo essere lì, presenti».

Sul nuovo indirizzo tecnico: «Ripeto: ci aspettavamo di più, ma abbiamo molta fiducia nel lavoro che stiamo facendo. Dobbiamo ancora dimostrare tutto in gara. Su certi tipi di tracciati, dove non c’è tanta velocità, con ritmi regolari e poco angolo, ecco lì facciamo ancora un po’ fatica. Il cantiere è aperto. Non abbiamo paura di ammettere dove siamo, l’abbiamo detto fin dall’inizio: non siamo tra i favoriti, siamo outsider, lo dimostrano anche i numeri di partenza che abbiamo. Con umiltà si lavora quotidianamente per migliorare. L’importante è avere anche la capacità di analisi e di non andare nel panico proprio adesso. Dobbiamo compattarci e sperare anche che arrivi qualche giovane da dietro. Per rimpolpare il gruppo, immettere nuova linfa e anche per un po’ di sana concorrenza interna, che serve poi a stabilizzare la squadra. Dobbiamo sgomitare». 

Tommaso Sala ©Pentaphoto
Tommaso Sala ©Pentaphoto

         

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