Francesca Marsaglia a Lake Louise ©Agence Zoom

In casa Marsaglia il periodo di quarantena passa via veloce. Ci sono da sistemare armadi, da imbiancare pareti, passando in cucina per dar forma a qualche ricetta. E poi c’è l’ukulele, che ama suonare come la chitarra. Francesca di certo non si annoia, anche perché ne approfitta per prendersi un po’ di tempo per sé e per stare con la sua famiglia al completo: «Chissà da quanti anni non succedeva, anche perché subito dopo il termine della stagione partivamo al mare». 

LAKE LOUISE, CANADA – DECEMBER 8: Francesca Marsaglia of Italy in action during the Audi FIS Alpine Ski World Cup Women’s Super G on December 8, 2019 in Lake Louise Canada. (Photo by Christophe Pallot/Agence Zoom)

«VOLEVO TANTO QUEL PODIO» – Francesca, in diretta Instagram sul nostro canale, ripercorre un po’ le sue ultime stagioni, a volte molto difficili per infortuni; brutte pagine che lo scorso dicembre sono finite in archivio perché Frency ha trovato il suo primo podio in Coppa del Mondo. «Lo volevo tanto, l’anno precedente ero finita molto vicina anche alla medaglia – dice -, ma quell’estate non ero comunque riuscita ad allenarmi bene, invece all’inizio di questa stagione mi sono sentita molto meglio, il fisico reagiva ed è stata tutta una grande evoluzione». Ha cambiato skiman, ha dovuto trovare la giusta sintonia, poi si è tuffata dal cancelletto di partenza con la consapevolezza di avere il giusto ritmo gara nelle gambe. Detto, fatto. A Lake Louise podio: «Ero serena, me lo sentivo – aggiunge – E poi sono molto contenta che sia arrivato su una pista del genere, visto che spesso sono etichettata come la sciatrice tecnica che va bene sul ripido, sul ghiaccio, sulle curve. Lake Louise quest’anno si è presentata con una neve diversa, un po’ più difficile, mi è sempre piaciuta ma non riuscivo mai a concretizzare». 

UN BIENNIO FONDAMENTALE – Ora c’è un biennio importantissimo davanti, che Francesca Marsaglia mette nel mirino: Mondiali a Cortina nel 2021, Olimpiadi a Pechino nel 2022. Si ragiona su due stagione, con la Coppa del Mondo in mezzo. «Mi piacerebbe mantenere la regolarità – dice – Ad Åre sono andata vicina alla medaglia, da lì mi sono detta che avrei fatto il possibile per arrivare a questi due grandi eventi preparata. Ho saltato i Giochi 2018 per infortunio». 

E IL GIGANTE? – Il grande punto interrogativo resta il gigante. Che a lei piace tanto, ma a mettersi di mezzo c’è la sua schiena: «Da due stagioni faccio fatica, ma non voglio abbandonarlo, sento che ho ancora qualcosa da dire. Molte volte però non riesco ad allenarmi come voglio, non riesco a trovare il limite e il livello in questa disciplina ora è davvero alto. Per certo continuerò a farlo in allenamento perché sono convinta che se non tiri curve a 70 chilometri orari, difficilmente puoi farlo a 120. Più avanti capirò se quell’allenamento è finalizzato al cancelletto di partenza delle gare di gigante o se rimane legato a una crescita in velocità».