L’urlo liberatorio di Asja Zenere: «Anno passato difficile, ho pensato di smettere»

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La luce verde, l’urlo immenso in mezzo al chiassoso pubblico del Rettenbach, la voglia di voltare pagina e ripartire. Asja Zenere ritrova il sorriso, il ventesimo posto di ieri, nel giorno del trionfo della compagna di squadra (e di ballo) Federica Brignone, è una iniezione di fiducia. Scarica la tensione, si butta alle spalle la scorsa stagione. «Ne avevo bisogno, sono felice e questa è la cosa più importante – racconta -. Ho la voglia di sciare e di far vedere l’atleta che sono; mi sento molto maturata rispetto al passato».

Poi il racconto di quello che si è nascosto dietro quel grande urlo. Si emoziona, si lascia andare: «Lo scorso anno è stato duro, difficilissimo, ho anche pensato di smettere – ammette -. All’inizio di questa stagione ho voluto cambiare, crescere, sapendo che cosa mi mancava. Mi sono trovata delle persone che sono rimaste vicine. Sono stata aiutata e insieme siamo maturati, ora abbiamo una grande consapevolezza».

Lo scorso anno ha cominciato male negli Stati Uniti, «colpa del mal di schiena» e la testa è andata per la sua strada. «Non riuscivo più a esprimermi, ora voglio solo tirare fuori il meglio di me, dare sempre il 100%». Quel cento per cento che avrebbe voluto mostrare anche ieri, ma le sue due discese non sono cascata proprio nel momento di luce migliore. «Serviva la lampadina». Asja riparte da qui, durante l’estate ha sciato bene e c’è fiducia.

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