Il pendio di Les Diablerets

Mancano ormai pochissime ore alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici Giovanili, i terzi della storia. Losanna è pronta ed è vestita a festa; nel cuore della città elvetica si vedono un po’ ovunque le coloratissime divise delle nazioni presenti. Sono 79 al via della rassegna a cinque cerchi, dodici delle quali presenti per la prima volta. Sono Albania, Azerbaigian, Ecuador, Haiti, Hong Kong, Kosovo, Pakistan, Qatar, Singapore, Thailandia, Turkmenistan, Trinidad & Tobago. Non saranno tutte in gara nello sci alpino, ma per la prima volta partecipato ai Giochi giovanili. 

E mentre venivano messi a punto gli ultimi dettagli per la cerimonia di questa sera (c’è anche stato un grave incidente di un’artista), gli atleti dello sci alpino hanno testato la pista di gara di Les Diablerets. Due giri per la sciata in pista, più un giro di ricognizione alle 10,30 di questa mattina. 

Una pista corta per il superG, bella per slalom e gigante. E anche non così banale perché per prima cosa è stata barrata (ma c’è abbastanza grip) e poi perché è piena di insidie, dossi, compressioni, con tanta ombra. Sole in partenza e in arrivo, poca luce sulla pista. Edoardo Saracco, Gianmaria Illariuzzi, Marco Abbruzzese, Sophie Mathiou, Alice Calaba e Annette Belfrond hanno fatto i due giri previsti, sondando il terreno e cercando di capire i punti critici. 

Nella località non ci sono grandi spazi di “manovra”. A parte le piste in alto, sulla destra, utilizzate per gli allenamenti, in zona gara c’è ben poco spazio per sciare in campo libero e fare riscaldamento. Un solo tratto nella parte alta della funivia, che però non porta alla pista di gara. Sotto c’è davvero pochissima neve ed è per questo motivo che gli organizzatori già qualche giorno fa hanno deciso di alzare il traguardo.