Loeseth, la vittoria era nell’aria. Austria squadra del futuro in slalom

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Vittoria meritata per Nina Loeseth, ci girava attorno da un po’ di gare. Il giusto premio alla costanza e alla capacità di migliorare anche in gigante, credo che dietro il successo in slalom ci sia pure il lavoro fatto tra le porte larghe. Aggiungo come considerazione la presenza di un tecnico canadese moto bravo come Tim Gfeller, che da due anni allena le norvegesi dopo aver tirato su, tra le altre, Marie-Michele Gagnon: ma mentre lei ha fatto un passo indietro dopo la sua dipartita, Loeseth è esplosa letteralmente dal suo arrivo in Europa. Credo che la Norvegia e in modo particolare Nina, che è praticamente da sola nelle discipline tecniche in squadra, abbia beneficiato molto del suo arrivo. A questo punto aspettiamola vincente anche in gigante. La sua sciata? In slalom a me piace la Strachova per come è ben presente sopra gli sci, con angoli aperti, bacino alto, sempre in contatto con la neve. Loeseth ha una sciata più chiusa sugli angoli, bacino più arretrato, ma è bravissima a far correre gli sci, non è mai in affanno sugli appoggi, perfetta nell’attacco curva e quindi molto veloce. Questo era il suo tallone d’Achille un anno fa, quando faceva fatica a inizio curva, mentre adesso è il suo punto di forza.

GARA – Certo, a Santa Caterina vista la Zuzulova della seconda manche, si può dire che un po’ l’abbia buttava via lei, la gara, con una prima molto scadente. Pensavo potesse vincere su un pendio del genere e credo ne fosse  ben consapevole anche lei. Ma se n’è ricordata solo nella seconda manche… Penso sia doveroso spendere due parole su Strachova, che proprio in Valtellina dieci anni fa vinse il bronzo Mondiale e poi ha sconfitto anche un tumore al cervello. E’ sempre costante, regolare, spero torni a vincere, lo meriterebbe. Mi piace tanto, ripeto, la sua posizione sugli sci, aperta, un po’ come Khoroshilov.

GIOVANI  Chable e Truppe rappresentano sicuramente il futuro della disciplina, la prima scia un po’ proprio come Strachova. Per trovare cinque svizzere classificate per la seconda manche di uno slalom bisogna tornare allo scorso millennio, per cui grande risultato indubbiamente a Santa Caterina. E devo dire che hanno una caratteristica: forzano tanto in uscita curva, come se appena passato il palo richiamassero i piedi per invertire subito, lo si è visto bene con la Gmuer. Un segnale forte in vista dei Mondiali di Skt. Moritz. Ma la squadra del futuro nella disciplina è sicuramente l’Austria, che ha già pronte in casa le Hosp e Zettel dei prossimi anni. La davano tutti per spacciata dopo i ritiri illustri, ma sono sicuro che queste ragazzine entro fine stagione saranno già lì davanti. Resto curioso di vedere la crescita di Gallhuber, ma sono tutte forti.

ITALIA – Il messaggio che arriva dalla Svizzera può essere importante per le azzurre: se la squadra rossocrociata sta uscendo dalla crisi che era stata pesante in slalom, lo può fare anche l’Italia in vista di Cortina 2021. Ma come ha detto Angelo Weiss, bisogna che tutti ci credano e sostengano un nuovo cammino, dalla parte politica ai tecnici. Serve un progetto per avere futuro. A livello giovanile l’Italia ha numeri e tutti i mezzi per trovare atlete di valore in slalom, non ho dubbi su questo. Poi però bisogna anche darle in mano ad allenatori bravi, magari anche giovani, che soprattutto ci credano e portino avanti la cultura del lavoro con ambizione. Ovviamente devono essere sostenuti dal punto di vista politico ed economico.

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