LIVE. Serra: «Il gigante in estate in ghiacciaio non è allenabile»

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Il riposo del guerriero, o meglio del Capitano. Di Capitan Futuro. Ha scelto la Toscana Alessandro Serra per trascorrere qualche giorno di vacanza al mare, e l’ha raggiunta in bici con la moglie dalla Val Susa. Tre tappe fino a Livorno, dove risiede sua madre e dove soggiornano in questo periodo i figli. Abbiamo trovato il Capitano a Tirrenia, una delle due frazioni sul mare di Pisa, e ci ha parlato della sua nuova avventura con la Finlandia.

CONTRATTO BIENNALE CON OPZIONE PER ALTRI DUE ANNI – Eccolo il Capitano: «Ho firmato altri due anni da allenatore responsabile del mio gruppo, insomma fino alle Olimpiadi coreane. Inoltre ho l’opzione per un altro biennio. Una esperienza importante, l’anno passato la squadra ha fatto passi avanti considerevoli.

SANDELL LA PUNTA DI DIAMANTEMarcus Sandell è il faro del team del Capitano che continua: «Marcus è sedicesimo al mondo fra le porte larghe, viene da una stagione buona, ma noi non ci accontentiamo. Un quinto ed un sesto posto sono risultati ottimi in Coppa del Mondo sia chiaro, ma noi vogliamo arrivare sul podio, magari quello iridato. Marcus è un talento, ma deve essere più concreto e lavoreremo tanto sulle linee, sui tempi d’attacco sul palo. La squadra poi è composta da Samu Torsti, Eemeli Pirinen, Victor Malstroem e Arttu Niemela».

TRAINING SULLA NEVE RIDOTTO IN ESTATE – Ma ecco Serra sul programma di lavoro con la squadra: «Abbiamo fatto ad inizio luglio una settimana a Les Deux Alpes di addestramento e slalom. Ora i ragazzi si concentrano ancora sulla preparazione atletica, poi dal 23 al 26 agosto indoor in Lituania. Da metà settembre andremo un lungo periodo in Norvegia, a Juvas. E’ un nevaio con impianto di neve programmata e dove si riesce a salare in pista dal momento che in quel periodo solitamente piove. E l’anno scorso abbiamo fatto diverse gare sul salato. Il tradizionale allenamento sui ghiacciai alpini in estate? A mio giudizio, e sto parlando per l’alto livello, oggigiorno fare gigante con queste nevi piuttosto molli e pendii poco ripidi non ha molto senso. Questi sci hanno bisogno di superfici reattive, dure insomma, dove lo sci può rispondere bene».

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