Saslong ©Saslong Classic Club
Domani il superG, sabato sarà la volta della discesa del 51° Saslong Classic: naturalmente sulla pista Saslong di Gardena-Groeden, o come si dice nella prima lingua di questa vallata, la ladina, Gherdëina. Una tappa monumento quella gardenese di Coppa del Mondo maschile, una pista classica. Lunga 3446 metri, da vivere con il respiro trattenuto, da cima a fondo: un pendio che ha consacrato eroi e ne ha fatti nascere altri. Una pista che non è mai scontata, dove può succedere davvero di tutto come vedere sul podio, anche sul primo gradino, un atleta partito con un pettorale alto.
 
La Saslong ©Pez
Muri, salti, sezioni tecniche. Un percorso che ti mette davvero alla prova. La discesa inizia dal Ciampinoi, ai piedi del Sassolungo, a quota 2249 metri. E poi giù, subito in picchiata: ecco lo Spinel, il murone immediatamente dopo lo start. Ed è qui che si tocca la pendenza massima della pista con il 56,9%. Il Saut di Moro è il primo, grande salto del tracciato.
E siamo solo all’inizio. Poi arrivano i Muri di Sochers, a 1900 metri, tratto in cui la pendenza raggiunge il 55,9%. E’ l’impegnativo tratto della pista che precede proprio loro, le leggendarie Gobbe del Cammello, i celebri tre dossi tipici della Val Gardena. L’austriaco Uli Spiess, nel 1980, fu il primo a superarle con un unico salto. Nessuno, prima di lui, si era spinto oltre. Si può volare fino a 88 metri, con sospensioni fino a 13 metri, a 130-135 km/h. E quando atterri non hai neanche il tempo di rifiatare, perché ad aspettarti c’è il Ciaslat (1720 metri), il punto più tecnico, dove la stanchezza si fa sentire e dove è vietato sbagliare. La curva di Nucia e il muro finale (pendenze fino al 51,6%) sono gli ultimi ostacoli prima del salto del tunnel del traguardo sul Ruacia, a quota 1410 metri.
 
Intanto oggi alle 11.45 la seconda prova cronometrata.
 
L’arrivo della Saslong ©Pez
 

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