LIVE – Mondiali Juniores, poche atlete in velocità: a Davos dibattito FIS-allenatori. Bocciata la combinata, sì ai paralleli

Al termine della riunione dei capisquadra si è parlato del futuro

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I conti non tornano, i numeri neppure. Non è il solito allarme lanciato dai giornalisti, ma un dato reale che gli allenatori delle squadre Nazionali hanno voluto esaminare dopo la riunione di giuria a Davos: 53 atlete al via del superG, 36 quelle iscritte alla prima prova cronometrata della discesa, senza contare la combinata alpina. Numeri troppo bassi che fanno riflettere tecnici e FIS, riuniti in una tavola rotonda a Davos. Cosa fare per aumentare i numeri? Quali possono essere le soluzioni? Come poter organizzare allenamenti collegiali? Come sfruttare le pista di velocità? Tante le domande a cui si è cercato di dare alcune risposte, anche se poi le decisioni verranno prese a Zurigo o comunque negli uffici della Federazione Internazionale Sci.

I CONTINGENTI – Va però tenuto in considerazione un altro aspetto, che determina e non poco il numero degli atleti al via nelle discipline più ostiche, quelle veloci. Quelle che patiscono maggiormente perché gigante e slalom lo fanno tutti (domani nel gigante maschile 140 al via). L’Italia, per esempio, ha potuto portare a Davos massimo otto donne e altrettanti uomini. Due di essi possono essere segnalati a inizio rassegna come ‘extra’. Cosa vuol dire? In poche parole una Nazione come l’Italia può schierare il quartetto, più i due, in modo da poter correre in sei, come nel caso del gigante maschile di domani. Ma avere a disposizione solo otto atleti per cinque discipline forse è un po’ poco. Se ci fosse la possibilità di avere un contingente più ampio, allora le Nazioni maggiori non avrebbero forse problemi a fare correre altri velocisti. E così, di conseguenza, il numero dei partenti sarebbe senza dubbio maggiore. L’Italia ha dovuto fare delle scelte per restare nei parametri, se non ci fosse il limite degli otto, forse avrebbe fatto correre altre velociste. Via dicendo per Austria, Svizzera, Francia, Germania e le altre grandi dello sci. Ma a oggi questi sono i regolamenti e la discesa femminile vedrà al via 36 atlete.

SÌ AI PARALLELI, NON ALLE COMBINATE – Sul tavolo anche un’altra questione, sempre più dibattuta anche in Coppa del Mondo. In tanti promuovo i paralleli e i team event, così come in tanti bocciano una combinata alpina davvero poco spettacolare. A tutti i livelli. Ma la soluzione non è semplice, perché ad esempio bisogna fare i conti con i punteggi di questa nuova eventuale disciplina. Se ne è parlato a Davos, se ne parla tra gli addetti ai lavori, bisognerà capire quali saranno le scelte della Fis.

 

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