LIVE – La notte unica della Planai, la rabbia di Gross, lo sconforto di Thaler e l’alternativo Sala (video e foto)

Quello che succede in questo angolo di Stiria è unico. E forse accade solo qui. Ci sono cinquantamila tifosi, cinquantamila cuori che pulsano, mani che applaudono, occhi che scrutano, braccia che sventolano vessilli: sono cinquantamila ultras non violenti e pacifisti, amanti dello sci, adulatori di Hirscher e compagni. E non fa testo che qualche facinoroso e ubriacone è presente nella bolgia biancorossa: questa ridondante onda lunga di calore e calore fa venire i brividi. E anche un po’ di invidia. Da noi, purtroppo, manca la figura del tifoso di sci. Quello che c’è a priori, quello che se la gode comunque, quello urla, canta e tifa. Che impressione vedere a Schaldming i tornelli da stadio. D’altronde la Night Race è come in Italia un derby calcistico.

Fumogeni e colore ©Gabriele Pezzaglia
Fumogeni e colore ©Gabriele Pezzaglia

Controlli all'ingresso dello Ski Stadium ©Agence Zoom
Controlli all’ingresso dello Ski Stadium ©Gabriele Pezzaglia

PLANAI – La gloria nella notte della Stiria, nella magica Night Race, passa attraverso una lingua bianca verticale. Un muro di ghiaccio chiamato Planai, che parte ripido, aumenta nella pendenza in mezzo a due strisce di tifosi in delirio, finisce spianandosi solo nelle ultime porte nell’immenso catino strabordante di entusiasmo dello ski stadium.

Planai
Ricognizione sulla Planai ©Gabriele Pezzaglia

Il coach valdostano degli Svizzeri Matteo Joris all'attacco del muro ©Gabriele Pezzaglia
Il coach valdostano degli Svizzeri Matteo Joris all’attacco del muro ©Gabriele Pezzaglia

DUELLO REGALE – Marcel Hirscher ed Henrik Kristoffersen recitano le parti da copione che il teatro della Stiria brama: è lotta dura, all’ultima curva, all’ultimo taglio, all’ultimo centesimo. E l’ha combinata proprio grossa il mingherlino norvegese a staccare per l’inezia di nove centesimi il divin Marcello, davvero prim’attore e mattatore della magica notte di Schladming, giunta alla ventesima edizione.

L'abbraccio nella finish area fra Marcel Hirscher ed Henrik Kristoffersen ©Agence Zoom
L’abbraccio nella finish area fra Marcel Hirscher ed Henrik Kristoffersen ©Agence Zoom

GROSS QUINTO – Nella festa del duello fra Hirscher e Kristoffersen, che vede il pelato russo Alexander Khoroshilov a fare da damigella sul podio ai marziani, gli slalomisti italiani non riescono a fare il botto. Sia chiaro, Stefano Gross è lì con i primi della classe, ottimo quinto, sempre competitivo. Ma un podio in Stiria, dove Sabo ci è salito già due volte, sarebbe stato fantastico. Lo incontriamo nel dopo gara, mentre sudato si cambia tutto, perfino la canottiera. E’ rimasto l’unico nel team hospitality. Sono quasi le dieci e mezza. Sabo fa lo zaino, un colpo d’occhio al telefono e alla classifica. Rabbioso per l’occasione mancata ci dice nel video:

Patrick Thaler e Stefano Gross nel team hospitality ©Gabriele Pezzaglia
Patrick Thaler e Stefano Gross nel team hospitality ©Gabriele Pezzaglia

MOELGG DODICESIMO – E anche Manfred Moelgg, il re di Zagabria, non è riuscito a lasciare il segno, anch’egli due volte già su podio qua. Il ladino di Mareo, proprio nel…segno causato dall’eccessivo grip che i ragazzi hanno trovato sul ghiaccio della Planai, si è impuntato, è rimbalzato, ha perso decimi preziosi. Nella seconda manche poi, non è riuscito a fare velocità come avrebbe dovuto. Nel video afferma così:

THALER E IL GINOCCHIO MALANDATO – Lo slalom di Schladming valeva come selezione per la gara iridata di St.Moritz (il direttore tecnico Max Carca deciderà domenica). Se Gross e Thaler sono qualificati di diritto, Giuliano Razzoli, Patrick Thaler e Tommaso Sala sono in lizza per due posti. Sulla carta sembrano avvantaggiati Thaler e Razzoli, ma il primo ha sbattuto violentemente il ginocchio destro dopo l’inforcata. Lo raggiungiamo in albergo il ‘nonno di Sarntal’. Sconfortato, sconsolato, abbacchiato. Un problema prima di Levi, poi le uscite fra cui a Wengen dove nella prima manche era tornato il vero Thali, ora un altro intoppo. La risonanza di oggi a Bolzano ci dirà meglio in merito alla sua condizione. Seduto su una sedia dalla camera d’albergo, borsa del ghiaccio munito, sostiene:

SALA L’ORIGINALE – E poi c’è quel Tommaso Sala che continua a stupire per regolarità di piazzamenti. Si qualifica, guarda i primi da lontano è vero, ma è forte dei suoi ventuno anni. Tenace, scrupoloso, preciso, determinato, umile ma convinto. Il giovane brianzolo colpisce per la serenità da veterano nonostante la pochissima esperienza; e per l’originalità di essere qualche volta contro corrente. «La Planai mi piace, ma metto prima il Ganslern di Kitz e la Jungfrau di Wengen». Vedremo se cambierà idea. Chi è salito sul podio a Schladming dice che ti lascia il segno dentro, per sempre. Vedremo Tommy, ci dirai. Il futuro è tuo intanto.

Tommaso Sala a Schladming ©Gabriele Pezzaglia
Tommaso Sala a Schladming ©Gabriele Pezzaglia

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