LIVE – A casa Fill, ecco Peter: «Due anni incredibili, ma non sono ancora appagato»

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Lo Sciliar ti guarda dritto negli occhi. E’ la montagna di Peter, una delle sue montagne. Lo protegge, mette al sicuro la sua serenità di campione realizzato e di uomo felice, controlla il suo potenziale, che nonostante sia stato già enormemente espresso, può ancora scrivere imprese. Il clima è primaverile, il sole appena fa capolino, ti scalda subito. E’ a casa da solo Pietro, mentre Manuela è uscita con i piccoli Leon e Noah. La sua casa è il suo sogno diventato realtà, un po’ come le sue Coppe del Mondo che prendono la scena nel soggiorno.

Ci fa sapere Peter: «Dal 2015 abito qua, la mia nuova casa, un progetto che ho messo in piedi e mi rende uomo completo. Il posto per me e per la mia famiglia». Trentacinque anni fra un mese, ma saggio ed esperto come se ne avesse venti di più. Realizzato come uomo ma anche come atleta. «Due Coppe del Mondo sono una cosa pazzesca, incredibile. Un sogno tramutato in realtà. Decretano che sei il più forte, il numero uno. E’ vero, dopo medaglie iridate, vittorie in Coppa del Mondo e due sfere di cristallo mi manca solo una medaglia olimpica, ma credetemi, la Coppa del Mondo ha un valore straordinario, unico forse». Peter Fill ci mostra il trofeo di Kitzbuehel, vinto nel 2016. «La vittoria per antonomasia, il successo nella gara non solo più bella, ma più sentita. Difficile, difficilissima, ma è il pubblico a renderla unica».

Peter Fill nella palestra di casa @Andrea Chiericato

Fill, da campione saggio e umile, spende parole per il suo staff: «Una squadra unica. Max Carca, unico davvero, poi Alberto Ghidoni, Giuseppe Abruzzini, Daniel Zonin. A casa Einar Prucker, e tutti gli altri. Un team che si completa, uno staff organizzato e preparato». Potrebbe bastare, potrebbero farla da padrone sigle e ringraziamenti finali. Ma non è così, Peter non molla: «Un po’ di riposo, un allenamento allo Stelvio in questi giorni, poi a novembre direzione Nord America per preparare i primi appuntamenti. Si riparte, non mi sento appagato, ho ancora tanto da dimostrare. Sto bene e sono al top. Ho voglia di vincere ancora», chiude Pietro.

Gabriele Pezzaglia intervista Peter Fill ©Andrea Chiericato
Andrea Chiericato fotografa Peter Fill ©Gabriele Pezzaglia

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