L’esordiente Runggaldier: «Grande emozione iniziare in Italia. Il mio riferimento? Bode Miller»

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Teresa Runggaldier è una delle ultime atlete a uscire dalla ricognizione della prima discesa libera della Val di Fassa. È vestita con la divisa delle Fiamme Gialle, gruppo sportivo che rappresenta, e appena fuori dalla zona del traguardo incontra un “collega” che di Coppa del Mondo ne ha fatta tanta. Non di discesa, ma di slalom. È Cristian Deville, presente per aiutare il comitato organizzatore. Parlano per un po’, poi la finanziera mostra le sue emozioni: oggi per lei è il giorno del grande debutto in Coppa del Mondo. 

È figlia d’arte, figlia di Peter, ex velocista azzurro che ha vinto una medaglia iridata e una Coppa del Mondo di superG. Ride quando le diciamo che c’è un’altra Runggaldier in Coppa: «Papà non sarà qui, da ieri non l’ho sentito – racconta -. Sono emozionantissima perché l’esordio è sempre l’esordio. È bello vedere le atlete big vicino a te, è una sensazione bellissima». 

Teresa Runggaldier è stata in parte ripescata: era in qualifica ieri (giovedì), senza però riuscire a trovare un tempo migliore di Federica Sosio ed Elena Dolmen. Dolmen ha dovuto dire addio all’esordio per l’infortunio alla mano e così è arrivata la chiamata per Runggaldier. «Sono felice di poter gareggiare in Coppa del Mondo, soprattutto qui in Italia – aggiunge -. Non me l’aspettavo anche perché questa stagione non sta andando come vorrei». 

E quando chiediamo a Teresa qual è stato il suo riferimento, senza pensarci troppo dice: «Bode Miller, perché era una persona che non pensava tanto e faceva quello che sapeva fare». Alle 11.45 la prima discesa della Val di Fassa, l’altoatesina Runggaldier indosserà il pettorale 45. 

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