Le squadre finaliste davanti al pubblico di Sankt Moritz ©Agence Zoom

Il parallelo non mi piace molto , forse perché sono un tradizionalista, forse perché ho sempre il terrore che qualcuno si scontri, questa volta però mi è sembrata più divertente del solito. Un poco più lungo del normale ha dato modo di apprezzare meglio le capacità degli atleti, solita pecca il terreno non ben preparato. Non capisco proprio perché gli svizzeri e la FIS non barrano le piste, in fondo di acqua ne hanno con i laghi così vicini.

I NOSTRI – Non conta nulla se la gara è bella o no, se è tecnicamente valida o meno, oggi c’era una medaglia in palio e noi non l’abbiamo di nuovo presa. Eliminati dalla Slovacchia, nella prova decisiva da Petra Vlhova, allenata da quel Livio Magoni malamente allontanato dalla nostra squadra femminile che avrà senz’altro gioito, per l’argento e anche per la piccola rivincita personale. Mamma mia quanti sono gli allenatori italiani medagliati con le squadre straniere! In merito alle scelte della formazione da schierare sarei curioso di sapere se sono state esclusivamente tecniche o dovute a rifiuti da parte di alcuni atleti. In entrambi i casi è stato un grosso errore! Tecnicamente Stefano Gross e Manfred Moelgg sono più forti di Giuliano Razzoli e di Riccardo Tonetti in parallelo, poi solo per dabbenaggine nelle iscrizioni al mondiale non ha potuto correre Simon Maurberger che alle finali di due anni fa aveva dimostrato di essere fortissimo in questa specialità, in ultimo sono stati fatti test specifici per valutare sia maschi che donne? Se invece sono gli atleti che si sono rifiutati di partecipare al team event è ancora più grave, ritengo che chi rifiuta una convocazione a una gara di un Mondiale (senza un’accettabile giustificazione sia chiaro…) dove non dimentichiamolo si rappresenta un Paese intero, debba immediatamente essere escluso dal prosieguo della manifestazione. È prima di tutto una questione di rispetto per la Nazione e per i propri compagni, poi è tutto da dimostrare che il non partire oggi sia stato un vantaggio anche per gli atleti stessi in vista delle loro rispettive specialità.

LE ALTRE GARE – Mi permetto oggi una piccola divagazione dal tema mondiale facendo i complimenti ad Alex Vinatzer che ha vinto la medaglia d’oro in gigante agli EYOF in Turchia, bronzo un altro italiano Giovanni Zazzaro. Questo significa che in Italia i talenti ci sono e che sanno anche vincere da favoriti nelle occasioni che contano. Ho avuto modo di veder sciare Vinatzer e vi garantisco che è un talento assoluto, in slalom ancor più che in gigante ma andrà aiutato e supportato nella sua crescita per non perderlo per strada. I modi sono molti, faccio un unico esempio: Alex è dovuto emigrare a Stams in Austria per trovare un collegio che gli permetta di assentarsi nei mesi invernali e di recuperare le lezioni in luglio e agosto. Il medagliere di Saint Moritz è lì a dimostrare che gli austriaci sono più bravi di noi, ebbene lo sono già dalla scuola. In Italia ci sono “finti” licei sportivi, che forse vanno bene per gli sport estivi e non credo neanche per quelli, o licei della neve con in testa il collegio di Malles o il Bachmann di Tarvisio che anche con tutta la buona volontà dei loro dirigenti sono lontanissimi dall’avere l’autonomia, l’organizzazione, i finanziamenti ecc. ecc. di quelli di oltrealpe. Ritengo che per queste cose la nostra Federazione dovrebbe impegnarsi e combattere, lo sci si fa d’inverno e sulle montagne, in Italia invece conta solo il mare e le vacanze sono per tradizione esclusivamente estive. E questo è solo uno dei tanti esempi possibili riguardo la corretta o la mala gestione del talento…