La Stelvio di Bormio incorona Mayer, ma fa rinascere Dominik Paris

Nel giorno in cui l’Austria mette a segno una doppietta con Matthias Mayer e Vincent Kriechmayr, l’Italia ritrova sorrisi, fiducia, curve convincenti. Dominik Paris e Christof Innerhofer scacciano i fantasmi del superG di ieri e su una Stelvio tirata a lucido («hanno fatto un lavoro eccezionale» spiegano gli azzurri), in una giornata soleggiata, si ritrovano. Stoffa dei campioni, capaci di cancellare subito una prestazione negativa e di tornare a emozionare. Lo fanno su una delle piste più belle e difficili al mondo, dove non si vince per caso. E se Mayer mette in bacheca la decima vittoria in carriera, Paris torna il vero Domme. Senza trovare il podio vero – quarto a 13/100 dal successo – ritrovando però molto più nel suo interiore, tanto da fargli dire: «Sì, oggi è una giornata positiva». Sorride, batte il cinque agli avversari, si ferma a parlare con il presidente Flavio Roda. C’è aria più rilassata in casa Italia. Il re della Stelvio c’è. Questa volta non sul gradino più alto del podio, come ha già fatto sei volte in carriera a Bormio, ma c’è dal punto di vista fisico e del morale. «Mi sentivo sempre più sicuro e questo ha fatto molto bene al cuore – racconta Domme -. Aspettavo questa giornata per divertirmi e non per sentirmi insicuro. I 13/100? Sono più contento per le sensazioni, dopo ieri c’era tanta rabbia. Ci stanno pochi centesimi: qui è difficile ma spesso si vince per qualche centesimo». Prima della Carcentina è andato un po’ lungo, ha preso un po’ di neve riportata. E forse lì ha perso il podio, ma non importa perché oggi serviva morale.

Dominik Paris ©Francis Bompard/Agence Zoom

Morale che ha ritrovato anche Christof Innerhofer, che termina undicesimo a 63/100, in una gara emozionante e dai distacchi minimi. Ha ritrovato set-up e feeling che erano mancanti nel superG di ieri. «Ieri ero dispiaciuto, ma dovevo reagire – racconta -. Sono partito con le idee molto chiare e subito alla prima curva ho sentito gli sci: sentivo la velocità, la bella prova che stavo facendo, un passo importante. Certo, peccato per qualche decimo lasciato sulla Carcentina». L’Italia della velocità dunque risponde presente, anche con Matteo Marsaglia che sul finale perde qualcosa di troppo ma finisce comunque quindicesimo. In una giornata dove le cadute sono state paurose (senza conseguenze), il podio è chiuso in soli 6/100. Una gara davvero splendida, con Vincent Kriechmayr secondo a quattro centesimi. Il terzo gradino del podio è andato allo svizzero Urs Kryenbuehl, 26 anni al terzo podio in Coppa del Mondo, il primo proprio qui a Bormio lo scorso anno, secondo dietro a Paris. 

Ryan Cochran-Siegle ha dato di nuovo spettacolo e in qualche modo ha fatto tornare in mente le funamboliche pazzie di Bode Miller. Grandi rischi, intermedi quanto meno da podio, poi qualche errore di troppo che non lo fa andare oltre il settimo posto. Cochran-Siegle c’è, è lì, e Christof Innerhofer lo aveva già visto in Val Gardena. Aleksander Aamodt Kilde, non va oltre il sesto posto, non fa bottino pieno di punti ma torna al comando della classifica generale di Coppa del Mondo, tre punti davanti ad Alexis Pinturault. 

E il resto della squadra italiana? Senza Mattia Casse, Alexander Prast e Guglielmo Bosca infortunati, gli altri faticano fatica. Emanuele Buzzi e Davide Cazzaniga chiudono fuori dai 30. Brutta caduta, senza conseguenze, per Pietro Zazzi.

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