La nuova Borsotti: 'Fare bene, divertendosi'

Camilla: 'Obiettivo sentirmi forte in partenza anche in Coppa del Mondo'

Camilla Borsotti da Bardonecchia, classe 1988, ci riprova. Forse per l’ultima volta, questo lo dirà solo il cronometro, al momento non possiamo saperlo. Sicuramente, però, con un altro spirito e un altro atteggiamento, rispetto a una carriera da predestinata, con attese finora non mantenute, vissuta, però, forse, con tanto stress, senza magari godersi fino in fondo quella che, al di là di tutto, è sempre una grande opportunità: viaggiare, gareggiare, cercare di tenere alto il nome dell’Italia nello sport, conoscere persone e mondi diversi, vedere panorami unici, e poi, certo, anche allenarsi, vivere l’adrenalina e la tensione della gara, fare il possibile per ottenere il risultato.

CHANCE – La sorella maggiore di Giovanni riparte da un posto  fisso in superG in Coppa del Mondo guadagnato all’ultima gara dell’ultima stagione di Coppa Europa, dopo un’annata durissima: «Ho passato momenti terribili durante l’inverno – ci dice Camilla – e quella è stata una gioia incredibile. So benissimo che potrebbe essere l’ultima chance, per me, il prossimo anno, se non andrà bene vorrà dire veramente che non era destino, nello sci». Camilla le sue occasioni le ha avute, in passato, non lo nega di certo, ha gareggiato ben 74 volte in Coppa del Mondo andando a punti in 19 occasioni, di cui 10 in combinata/supercombinata. Il miglior risultato resta il 7° posto ottenuto a St. Antoni il 22 dicembre 2007. 

ATTEGGIAMENTO – Adesso è tempo di ripartire con un nuovo atteggiamento: «Sì è vero, me la voglio vivere in maniera completamente diversa, anche perché ormai sono grande abbastanza per pensare allo sci e alle gare non più come a una questione di vita o di morte. Se non andrà bene, sarà tempo di pensare a fare altro. Ma non lo dico così, tanto per autoconvincermi e per ripetere qualcosa di scontato, mi accorgo che è cambiato proprio il mio atteggiamento nei confronti dello sci. Io mi sono allenata tantissimo, spero solo di riuscire ad arrivare al cancelletto di partenza in uno stato mentale diverso, in cui penso alla prestazione, ad andare forte e basta. Non di sentirmi fuori posto per poi avere rimpianti». 

LAVORO – In realtà Camilla, che continua a lavorare anche con lo psicologo F.I.S.I. Vercelli, ha cambiato qualcosa nella preparazione ‘personalizzata’, visto che ha sciato sì, quest’estate, ma non troppo, lavorando molto di più (e forse anche meglio) atleticamente. «Adesso mi sento benissimo, sugli sci non ho fatto molto, solo tre settimane con i Carabinieri più cinque giorni con la squadra Nazionale a Les Deux Alpes, in Francia a luglio e agosto. Solitamente sciavo già tanto a giugno e luglio, questa volta è andata diversamente. A settembre, invece, sono tornata a sciare con continuità, soprattutto ho trovato condizioni splendide in Val Senales, con il Gruppo Sportivo dei Carabinieri, assieme a Peraudo e Fantino, sotto la supervisione di Patrick Staudacher e Michael Gufler (i due responsabili per le discipline veloci e tecniche, mentre Martin Karbon è il capo allenatore, sempre nei Carabinieri, ndr) che ringrazio molto, così come Thomas Tutti della Head che sta facendo un grandissimo lavoro, per me». 

COPPA EUROPA
– Probabilmente Camilla romperà il ghiaccio in questa stagione in Coppa Europa, non parteciperà alla trasferta nordamericana di Coppa del Mondo per le gare di velocità, poi, quando tutto il carrozzone dello sci tornerà nel Vecchio Continente, dovrà giocarsi al meglio le sue carte. Con la massima serenità. Poi, vada come vada. In bocca al lupo. 

 

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