Killington, una storia “gigante”. Tra prime volte assolute e tanta Italia

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«Sai come si chiama?». «Cosa?». «Remuntada!». Il simpatico dialogo va in scena a Killington, Stato del Vermont, contea di Rutland, Stati Uniti d’America, costa est, il 26 novembre 2016, tra la prima e la seconda manche sulla nuova (allora) pista Superstar, new entry in Coppa del Mondo, e vede protagonista lo skiman di Sofia Goggia del momento e la bergamasca, 14ª al termine della prima manche, a un secondo e 33 centesimi dal terzo gradino momentaneo del podio, occupato a metà gara da Federica Brignone. Remuntada doveva essere quel giorno e rimonta sarà: Goggia finisce terza, dietro Worley e Loeseth, primo podio in Coppa del Mondo a 24 anni appena compiuti, tra le porte larghe, incipit di una stagione favolosa per la bergamasca, con 2 successi, 13 podi totali (primato italiano al femminile per una singola annata agonistica, eguagliato nel 2023-2024 da Federica Brignone) e il terzo posto finale nella classifica generale, a quota 1197 punti, all’epoca record di punti per l’Italia delle ragazze (battuto poi due volte da Federica Brignone) e secondo miglior risultato italiano femminile fin lì dietro Karen Putzer (che fu seconda assoluta nel 2002-2003 alle spalle di Janica Kostelic, ma con 1100 punti). Successivamente nel 2019-2020 Federica Brignone avrebbe poi conquistato la Coppa generale.

Non è tutto. Quella stessa giornata, che tenne appunto a battesimo la prima assoluta della bergamasca tra le prime tre in Coppa del Mondo, vide il ritorno alla vittoria di Tessa Worley, a quasi tre anni dal grave infortunio al ginocchio destro patito nel dicembre 2013, che le fece anche saltare i Giochi 2014 a Sochi. La francese da quel momento e fino al ritiro avrebbe poi ottenuto altri 7 successi in gigante nel circuito maggiore, il secondo titolo iridato a St. Moritz 2017 dopo quello di Schladming 2013 e le coppe di specialità 2017 e 2022. 

Il 24 novembre 2018 l’Italia femminile si è imposta per la prima volta sulle nevi di Killington, sempre in gigante, grazie a Federica Brignone, che non trionfava nella specialità da quasi un anno (Lienz, 28 dicembre 2017) e che, per festeggiare e soprattutto confermare una scommessa fatta il giorno precedente la gara, si tuffò poi nella piscina dell’albergo all’aperto solo con la tutina da gara, bianca in quella stagione. 

Giusto un anno e sei giorni più tardi, il 30 novembre 2019, Killington, che alle azzurre porta bene ricordando anche il 3° posto di Manuela Mölgg nel 2018, suo penultimo podio in Coppa del Mondo, tenne a battesimo anche la prima vittoria assoluta nel circuito di Marta Bassino, già in testa a metà gara e bravissima a non tremare nella seconda, tenendosi dietro una scatenata Federica Brignone, capace di rimontare dal 7° al 2° posto recuperando 5 posizioni a spese di atlete quali Rebensburg, Shiffrin, Worley, Gisin, Vlhova.

Gli ultimi due giganti sulle “Superstar” hanno visto però imporsi Lara Gut (nel primo caso, nel 2022, davanti a Marta Bassino), che sarà in gara sabato prossimo, mentre solo nel 2023, il 25 novembre di un anno fa, la squadra azzurra femminile ha mancato per la prima volta l’appuntamento con i primi tre gradini del podio (tra le porte larghe) nel resort del Vermont. Dove, va detto, in gigante nemmeno Mikaela Shiffrin, che in slalom invece ci ha vinto 6 gare su 7 disputate, è mai riuscita a piazzarsi davanti a tutte. La fuoriclasse americana ci proverà di nuovo sabato 30 novembre, andando a caccia della sua 100ª vittoria in Coppa del Mondo (impresa riuscita, in tutta la storia degli sport invernali, solo alla fondista norvegese Marit Bjørgen, 114, e alla funambola elvetica del freestyle Conny Kißling, 106) e del podio n.155 (eguaglierebbe il primato assoluto nello sci alpino detenuto da Ingemar Stenmark, tra il 1974 e il 1989).

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