Incredulità Zenere. Più forte delle ginocchia malandate

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E quando meno te lo aspetti (e se lo aspetta) ecco Asja Zenere. È arrivata in Val di Fassa con le ginocchia sempre più doloranti, lottando come ha sempre fatto, provando a tirare fuori quel qualcosa in più. Ci è riuscita oggi in Val di Fassa, sulla pista La VolatA di Passo San Pellegrino, in superG dalle forti tinte azzurre, come del resto la discesa. È arrivata in fondo e pensava di essere ottava, non vedeva bene il tabellone, poi l’enorme sorpresa.

«Una giornata incredibile. Non avrei mai pensato di fare un podio prima in superG che in gigante. Il gigante è la mia disciplina, quella in cui mi sento più a mio agio, nella mia comfort zone. Non dico che il podio sia facile, ma è quella che sento più mia». 

Come ti sei sentita?
«È venuta fuori la tecnica del gigante. Non mi sentivo così veloce e pulita, ma forse erano le condizioni che mi davano quella sensazione. Allora mi sono detta: tieni linee alte e buttati giù, perché su questa pista ho tanti riferimenti e la conosco bene. Qui mi sento particolarmente a casa e i risultati lo dimostrano. È bello, è un posto dove sto bene e oggi è andata dalla nostra».

Asja Zenere ©Agence Zoom

Quanta carica ti dà questo risultato?
«Fare il podio in superG è davvero tanta roba. Sono molto carica. Adesso spero solo che il mio fisico e la mia salute migliorino. A fine stagione dovrò prendere alcune decisioni per le ginocchia, perché ad Andorra mi sono fatta male anche all’altro, l’unico che mi era rimasto. Quindi mi auguro tanta salute, poi se si va forte i risultati arrivano».

Che cosa significa per te questo podio?
«Tantissimo, io sono una che ha sempre tribolato, una che ha sempre combattuto. Ho sempre cercato di organizzarmi e di arrangiarmi per andare avanti. Le persone che mi sono state vicine in questi anni sanno qual è stata la mia strada. Per questo oggi è davvero qualcosa di speciale. Sono contenta e me la godo. Poi quello che verrà, verrà: io sono sempre stata una che vive giorno per giorno e oggi lo vivo a pieno». 

Asja Zenere ©Agence Zoom

Ieri eri arrabbiata dopo la discesa, come mai?
«Avevo capito che le condizioni erano cambiate e sapevo di poter fare bene. In questi giorni mi sentivo in forma. Però ieri, prima di partire, mi si è anche bloccato il ginocchio e quindi ero un po’ pensierosa. Avevo ancora male alle gambe. Ero proprio nera, perché pensavo: posso farlo, c’è il ghiaccio, è tecnico, mi piace… perché non arrivano le cose? Poi stamattina ho visto il tracciato e ho pensato: questo è da gigantista, ci siamo». 

Ti ha già scritto Fede (Brignone, molto amiche)?
«Non ho ancora preso in mano il telefono. Però penso proprio che ci sarà il suo messaggio… e sarà il primo che aprirò».

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