Altro capolavoro di Federica Brignone: immensa, unica. Una leggenda dello sport. É campionessa olimpica anche in gigante, dopo essersi presa il superG. Due ori in pochi giorni, ma soprattutto due ori dopo il calvario. Dieci mesi di stop, una carriera a rischio. E invece ha fatto di tutto per ritornare, per ritornare ai Giochi, per vincere ai Giochi. Partecipare non le bastava, non è quello che cercava, oggi come nel resto della sua carriera.
Oggi ha pennellato senza paura le due manche, mettendo in pista solidità, mentalità ed esperienza. I tre ingredienti che miscelati diventano una potenza di fuoco.
Oro, la ventesima medaglia della spedizione azzurra. Le emozioni del superG avrebbero potuto giocarle un brutto scherzo. E invece le hanno dato altra carica per mettersi al comando con margine e poi finalizzare nella seconda.
Ha vinto con 62/100 di vantaggio sulla svedese Sara Hector e Thea Louise Stjernesund, entrambe con lo stesso tempo sia nella prima manche e nella seconda. Si inchinano all’azzurra e non possono fare altrimenti.
Grande manche, ma grande rammarico per Lara Della Mea, che chiude quarta a cinque centesimi dal podio. Una medaglia buttata sul primo dosso.
Decima Sofia Goggia, quattordicesima Asja Zenere, miglior tempo di manche.




