Mikaela Shiffrin ©Agence Zoom

Mikaela Shiffrin è a Levi, è arrivata con un volo privato dagli Stati Uniti ed è pronta a tornare in gara dopo 300 giorni. L’americana avrebbe dovuto riprendere prima alle Finali di Åre, dello scorso marzo, poi nel gigante di Sölden di un mese fa, ma è stata ferma per un problema alla schiena che l’ha costretta a tornare negli Stati Uniti. I più hanno creduto a questa versione, i più scettici hanno ipotizzato che dietro ci fosse qualcosa di più grande, legato sempre alla morte di papà Jeff e al delicatissimo momento vissuto dall’americana. Ora i dubbi sono cancellati, Shiffrin c’è, ci sarà, sabato tornerà nella grande famiglia dello sci. È questa la notizia che il mondo dello sci attendeva. Mikaela sta bene, ma «emotivamente stanca» e visibilmente scossa quando parla della Fondazione intitolata a papà Jeff per aiutare i giovani. 

Quale prestazione ci regalerà la venticinquenne americana è una sorpresa. Ed è quello che tutti stanno aspettando, ma se ha deciso di mettere fuori i bastoni dal cancelletto di partenza, possiamo stare certi che sarà competitiva. Ma lei dice: «Voglio solo vedere come ci si sente a gareggiare, spero che sia un’esperienza positiva – racconta -. E non intendo di vincere».

Proprio sulla decisione del comeback si è soffermata l’americana: «Non è stato semplice, soprattutto in questo momento: i viaggi, le trasferte, la gestione degli spostamenti con la pandemia..». E sulla Coppa del Mondo afferma che nessuno le ha tolto nulla. Merito a Federica Brignone (generale, gigante, combinata) e Petra Vlhova (slalom). Ora si riparte da zero, che le sfide abbiano inizio e che Shiffrin possa tornare a sorridere nel suo mondo.