Huetter, dal crociato alla vittoria: grande ritorno. Fanchini: «Il podio? Ancora più aggressiva»

L'austriaca si è imposta per la prima volta in discesa libera, Elena Fanchini vuole ancora di più e sorride anche per la sorella Nadia

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Cornelia Huetter ©Agence Zoom

Una stagione di assenza, il ritorno e la vittoria. La stagione 2017/2018 riparte con il botto per Cornelia Huetter. L’austriaca batte sul filo dei centesimi Tina Weirather, poi aspetta con ansia l’arrivo di Lindsey Vonn, ma la regina della velocità finisce la sua corsa ancora una volta contro le reti. Attimi di tensione, perché l’americana rimane impigliata nelle reti e non si muove, poi si alza, gli applausi del pubblico la accompagnano al traguardo e sul volto di Huetter esplode la gioia. Nessuno le può togliere il primo successo in discesa libera, il secondo in Coppa del Mondo. Un rientro in grande stile per l’austriaca che a gennaio 2017 si fermò per la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio. Un bel successo, proprio come quello di Vincent Kriechmayr, il primo della sua giovane carriera. Due austriaci, due sorprese: a Lake Louise e a Beaver Creek.

Elena Fanchini ©Agence Zoom

ELENA QUARTA – Per l’Italia non è arrivato il podio, ma comunque un quarto posto per Elena Fanchini che non eguagliava dal gennaio 2015, quando concluse quarta la discesa di Cortina d’Ampezzo. «Quando sono arrivata al traguardo ho capito subito che avevo lasciato qualche decimo di troppo – racconta la finanziera -. Avevo fatto una buona prova, ma per arrivare sul podio dovevo avere un vantaggio maggiore. Questo distacco mi darà la carica per essere ancora più grintosa nella gara di sabato, sarò ancora più aggressiva, posso stare ancora più in posizione di velocità».

Nadia Fanchini ©Agence Zoom

IL RITORNO DI NADIANadia Fanchini è tornata dopo l’ennesimo infortunio. Al suo rientro ha ottenuto un 38° posto, ma ci vorranno ancora diverse gare prima di rivederla davanti. Voglio applaudire pubblicamente mia sorella Nadia – aggiunge Elena -, nessuno si aspettava di vederla in gara, può solo crescere, tutto ciò che fa in gara è miracoloso».