Il grande Marc sul caso-Fenninger: «Ma a volte discutere può fare bene»

C’è un solo sciatore maschio, nella storia della Coppa del Mondo, ad aver conquistato cinque volte la classifica generale. Finora, perché al termine della stagione 2015-2016 Marcel Hirscher potrebbe eguagliarlo. Austriaco di nascita, anche se dei suoi trionfi si è giovato… il Lussemburgo: Marc Girardelli. Nato a Lustenau il 18 gennaio del 1963, in oltre 15 anni di carriera ad altissimo livello dal 1980 al 1996 ha conquistato 46 vittorie (e 100 podi) nel circuito maggiore, in tutte le discipline, anche nella stessa stagione (1988-89), sei coppe di specialità, quattro ori mondiali, due argenti olimpici e molto altro ancora (per esempio, il successo nel trofeo Topolino). Interpellato da diepresse.com, ha detto la sua sul caso-Fenninger, poi conclusosi con un compromesso tra le parti in causa, l’atleta e la Federazione austriaca. 

STORIA – Chi meglio di Marc può argomentare sulla ‘storia della Primavera 2015’, nel mondo dello sci? Girardelli fece parte della Nazionale austriaca fino al 1976, ma poiché la Federazione non permise successivamente al padre Helmut di allenarlo personalmente, come Helmut voleva, passò poi a gareggiare per il Lussemburgo, pur senza inizialmente acquisire la cittadinanza del granducato. Certo, la sua storia con quella di Anna ha pochi punti in comune, in realtà, visto che per esempio il dissidio Girardelli-OESV si determinò quando Marc era molto giovane e ancora doveva dimostrare tutto, mentre Fenninger è al momento attuale la n.1 al mondo dello sci alpino femminile. Ma certamente l’opinione del grande campione è interessante in una situazione di questo tipo. 

ANNA – «La riconciliazione è avvenuta appena in tempo – dice Girardelli -. Cominciare a questo punto dell’anno ad allestire uno staff privato per preparare la stagione di Coppa del Mondo sarebbe stato tutt’altro che semplice. E’ arrivata la migliore di tutte le cattive soluzioni. Certamente, il fatto che la mail privata della campionessa sia diventata di dominio pubblico è stato un problema enorme. In ogni caso, a volte non tutti i mali vengono per nuocere. La squadra austriaca deve essere consapevole del fatto che le situazioni di quindici anni fa non sono più appropriate, oggi. Oggi gli atleti sono molto più attivi e maturi, una volta era diverso, si poteva fare solo quello che diceva l’allenatore. Gestire le esigenze di una campionessa o di un campione non è semplice. I fuoriclasse richiedono un trattamento particolare, ma perché possono dare qualcosa di più. Certo, non bisogna mai andare oltre certi limiti, altrimenti all’interno della squadra si creano tensioni, gruppi separati. Adesso tutto sarà comunque diverso tra Anna, allenatori e squadra? Non penso. Allenatori e dirigenti sono super professionisti. Certo, la gara di sci non è uno sport di squadra, ma il singolo atleta può beneficiare del lavoro del team. Soprattutto in allenamento o prima della gara stessa, quando si tratta di ottenere informazioni dettagliate sulle condizioni. Poi chiaro, una volta usciti dal cancellato, in pista ognuno pensa a ottenere il massimo per sé. I miei problemi con l’Austria? Un vero peccato. Ma sono andato con i miei genitori e la storia ci ha dato ragione». 

 

Schröcksnadel: “Danke Anna, du hast viel für den Damenrennsport gemacht!” #ösvladiesskiteamaustria, #einTEAM. (Foto: GEPA) Posted by ÖSV Ladies Skiteam Austria on Giovedì 18 giugno 2015