Giorgio Rocca, dieci anni fa la Coppa di slalom ad Aare

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Dieci anni fa. Oggi. Pochi giorni dopo la conquista della prima, storica, coppa di discesa a livello maschile, da parte di Peter Fill, riviviamo un altro momento leggendario, pur a distanza di due lustri esatti. Il 18 marzo 2006, infatti, dopo una stagione ricca di successi nella prima parte (cinque vittorie nei primi cinque slalom in calendario, roba da Alberto Tomba, Stenmark, Girardelli o il Kristoffersen di questa annata), ma anche successivamente alla delusione olimpica dei Giochi di Torino, dove era l’atleta più atteso di tutta la spedizione italiana, Giorgio Rocca da Livigno, classe 1975, simpatia, coraggio, classe e tanti infortuni lasciati alle spalle, in squadra giovanissimo in tempo per incrociare l’Alberto nazionale di cui sopra dal 1996, corona comunque un sogno e conquista la Coppa di specialità in slalom con pieno merito.

TRIONFO – Primo italiano a riuscirci dieci anni dopo l’ultima proprio di Tomba, datata 1995. Beaver Creek, Madonna di Campiglio, Kranjska Gora, Adelboden, dove lo chiamano “Il maestro” e Wengen. Una cinquina leggendaria di successi in slalom, consecutiva, dal 4 dicembre 2005 al 15 gennaio 2006. Poi una flessione giusto prima dei Giochi, le uscite a Kitzbuehel e Schladming e quella, sportivamente drammatica, del Sestriere, con l’intermedio migliore ancora lì a farci rimpiangere quello che poteva essere e non è stato. L’oro andò comunque a un autentico fuoriclasse, Benjamin Raich, che a Torino 2006 fece doppietta gigante-slalom come Stenmark nel 1980 e Tomba nel 1988 tra gli altri. Giorgio finì poi 16esimo e 8° negli slalom a Shigakogen, in Giappone, dove la Coppa del Mondo riprese subito dopo le Olimpiadi, e ad Aare, in Svezia, alzò al cielo la sfera di cristallo grazie ai 547 punti conquistati, di fatto grazie principalmente ai cinque successi in dieci gare; secondo Kalle Palander a quota 495, terzo il campione olimpico Raich a 410. Dieci anni fa esatti.

IL RICORD DEL PEZ «E’ stata la prima grande vittoria sul campo che ho potuto condividere con gli azzurri. Venivamo dalla cocente delusione delle Olimpiadi di Torino. Giorgione era teso, la forma era in calo, nettamente in calo. Siamo arrivato in Svezia con dubbi e perplessità. Palander, finlandese, oro iridato ’99, il suo avversario per la Coppa del Mondo di slalom, non gareggiò perché infortunato il giorno prima, in gigante, Così è arrivata la matematica ancora prima di correre. Una stagione incredibile, quella cinquina di slalom vinti a cui, USA a parte, ho partecipato e poi scritto, raccontato. Quindi ad Aare, il primo grande successo che ho vissuto dal vivo. E il primo non si scorda mai. Grazie Giorgione».

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