Giorgio Rocca: «A Levi servono “stili” diversi. La tattica è fondamentale»

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Trentasei gare disputate a Levi dal febbraio 2006 in Coppa del Mondo, tra maschi e femmine, tutte in slalom e il bilancio italiano è piuttosto deficitario: nessuna vittoria, due soli podi, al maschile, l’ultimo quasi dieci anni fa. Giogio Rocca terzo nel 2006 e Manfred Mölgg nel 2016, sempre sul gradino pi basso. Fine. Pendio indigesto agli azzurri? A guardare i numeri sembrerebbe proprio di sì, posto che la storia della Levi Black è recente, quindi tanti campioni del passato non ci hanno potuto gareggiare. A livello femminile, il miglior risultato resta il 5° posto di Chiara Costazza nel 2006.

Guardando l’albo d’oro della gara finlandese salta subito all’occhio l’incredibile situazione verificatasi tra le ragazze: dal 2016 hanno saputo vincere solo due atlete, Mikaela Shiffrin (7 volte) e Petra Vlhova (sei). Per trovare un trionfo di un’altra campionessa bisogna risalire alla slovena Tina Maze, prima assoluta nel 2014. Tra i maschi si è gareggiato meno e il più vincente è stato Marcel Hirscher, con 3 successi. Giorgio Rocca centrò subito il podio alla prima gara maschile di sempre in Lapponia, cioè il 12 novembre 2006, terzo dietro Raich e Larsson. Fu il suo penultimo podio nel circuito maggiore.

Proprio con il mitico Rocca proviamo a scoprire qualcosa di più sul pendio situato nel circolo polare artico: «Sulla pista di Levi bisogna partire senza aver rispetto nella prima parte – dice Giorgio -. Per poi cambiare marcia: a metà c’è il tratto ripido, molto accentuato nella parte iniziale, con una contro pendenza che tende verso sinistra, quindi piede destro. Devi avere degli appoggi solidi, con una posizione molto alta rispetto a quella da tenere sul piano sopra. Servono due stili diversi, insomma. Per gli italiani la tattica è fondamentale, legata alla conformità della pista».

Clement Noel vittorioso sul traguardo di Levi nel 2024 © Agence Zoom

E poi ancora: «Sicuramente Vinatzer può dire la sua se riesce a interpretare al meglio il pendio. Lo danno molto in forma, l’ho visto anche in gigante, mi sembra abbia un’ottima condizione fisica. Sala rientra da un infortunio, la prima gara è sempre particolare, puoi avere un po’ di rispetto soprattutto nella prima manche; in ogni caso se parte bene già a Levi… Lui e Vinatzer sono i due che possono ambire a una posizione nei dieci. Vinatzer se non sbaglia e riesce a mettere insieme due manche può fare grandi cose. Gli altri ragazzi non hanno niente da perdere. Come squadra per ora non c’è grande pressione. Vediamo come gli azzurri riescono a interpretare la pista, pure in ottica Giochi Olimpici. Perché il tracciato delle Olimpiadi è simile, se vogliamo, ma… al contrario, nel senso che ha il ripido all’inizio e il piano alla fine. In Finlandia bisogna appunto essere bravi nell’interpretazione di una pista che comunque ti può dare slancio per il resto della stagione. A Levi servono tanto cuore, pochi pensieri e… essere ordinati. Ecco, se sei ordinato e hai voglia di vincere, sicuramente puoi fare bene».

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