Marcel Hirscher nello slalom della combinata di Santa Caterina ©Agence Zoom

Discesa o combinata alpina? Io preferisco la discesa libera e se fosse stato possibile scegliere avrei preferito eliminare la combinata e recuperare la gara regina. Ma non sempre è fattibile perché dietro le quinte ci sono sempre aspetti delicati da risolvere. Io personalmente reputo poco interessante la combinata alpina e credo che lo sia anche per gli atleti. Non ci sono più specialisti, ormai è una gara per chi combatte per la Coppa del Mondo generale. Anni fa questa disciplina poteva avere un senso, oggi forse non più. A Santa Caterina abbiamo visto una lotta serrata tra Alexis Pinturault e Marcel Hirscher, poi basta. Inoltre questa gara assegna punti per la standing generale, un’altra cosa che ho sempre mal digerito.

SI’ AI PARALLELI – Invece preferisco decisamente di più la formula del gigante parallelo. Potrebbe essere un’arma vincente per il pubblico presente a bordo pista e anche per lo spettacolo televisivo. Nulla è scontato, può succedere di tutto. Un nome forte potrebbe rimanere escluso al primo turno, oppure potrebbero emergere alcuni atleti che invece faticano a farsi spazio in gigante e slalom, dove la concorrenza è maggiore. La formula è bella, il confronto è diretto, a me piacevano molto.

NORVEGIA AVANTI – In questo momento credo che la Norvegia abbia una marcia in più rispetto agli altri. In slalom con Kristoffersen, in velocità con Jansrud, Svindal e anche Kilde. È bestiale, i norvegesi hanno sempre avuto squadre piccole, ma composte sempre da atleti molto competitivi. In Austria, a esempio, lo squadrone è molto più grande, ci sono tanti sciatori forte, con uno o due elementi che emergono. In Norvegia c’è un ricambio pazzesco, un uomo competitivo al momento giusto.

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