Gare che saltano, altre a rischio. È giunto il momento di rivedere i calendari?

Ripensare il calendario nelle prossime stagioni. Lo hanno detto un po’ tutti, da Waldner a Rulfi sino a Clarey, nel fine settimana dell’opening di Coppa del Mondo. Cinque gare su sei cancellate. E si è aggiunto anche il problema con il parallelo di Lech Zürs; guardando le webcam della stazione austriaca è davvero a rischio vista l’assenza di neve. Oggi sarebbe stato il giorno del controllo, che invece è stato spostato di qualche ora. In attesa forse di qualche precipitazione.

Molto meglio a Levi dove è arrivata la prima neve e la pista è pronta e barrata, a Killington, è vero che si gareggia a fine novembre, ma sempre guardando le webcam, ci sono ancora prati verdi e si continua a girare in mountain bike, mentre sorride Lake Louise che apre gli impianti in settimana.

Il gigante di Sölden e poi le nuove gare di velocità a Cervinia-Zermatt, nelle intenzioni sono stati inseriti in calendario in questa fase della stagione per ingolosire gli appassionati, creare interesse, ma adesso è anche tempo di fare i conti con il fatto che spesso e volentieri a ottobre piove e non nevica, anche in ghiacciaio. Dopo un’estate calda è arrivato un autunno altrettanto rovente. Con tutte le conseguenze del caso. Sölden già in passato ha dovuto fare i conti con qualche cancellazione, ma in fondo gestire un gigante sul Rettenbach è un po’ meno complicato che due+due discese a Plateau Rosa. 
Le gare di Cervinia-Zermatt sono un bel progetto, ma sono state messe in calendario senza neppure una prova per capire la fattibilità.

Ma la Fis, il presidente in primis, le ha fortemente volute. Così milioni di investimento da parte degli organizzatori, settimane di lavoro per cercare di allestire la pista nella parte bassa, con camion che andavano e venivano per trasportare la neve: tutto buttato all’aria. E poi messa così in calendario diventava un tour de force per gli atleti e per far partire i bagagli. Il costo dei cargo è quasi raddoppiato, in molti sono riusciti a strappare uno sconto, ma non se ne parla di cambiare data per le compagnie aeree.

Ma c’è già chi nell’ambiente sostiene che il prossimo anno verrà ricollocata la trasferta americana: Lake Louise uscirà, Beaver Creek forse verrà spostata più avanti nel secondo blocco? Ancora presto, ma qualcuno lo ipotizza già. E poi, il parallelo di Lech, ci sarà ancora? Così facendo non ci saranno problemi a traslare più avanti lo Speed Opening.

Eppure la Fis aveva annunciato una maggiore sensibilità nello stilare i calendari per evitare lunghe trasferte, ridurre i costi, parlando pure di sostenibilità ambientale. Invece Canada e Stati Uniti si sono fatti andata-ritorno sulle Alpi in pratica per nulla, e poi, nel bel mezzo della Coppa della Mondo in Europa, c’è una nuova trasferta in Nord-America. E cosa pensare della (possibile) assegnazione degli Asian Winter Games del 2029 all’Arabia Saudita? Se sulle Olimpiadi cinesi si poteva trovare l’attenuante che erano un’eredità del passato, il progetto del Trojena resort arabo, in pratica dal nulla in mezzo al deserto, è ancora tutto sulla carta.

Se vogliamo partire con la Coppa del Mondo già a ottobre, allora facciamolo anche prima, magari nell’inverno australe. C’è già stata lì, le gare poi sono state eliminate per problemi organizzativi; si potrebbero di nuovo reinserire, ma anche in questo caso non presi dall’euforia da questi ultimi mesi dove le condizioni di innevamento erano perfette, perché anche da quelle parti hanno sofferto un calo delle precipitazioni negli ultimi anni. Oppure se vogliamo rimanere sui ghiacciai, speriamo solo che tornino a essere ghiacciai…

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