#Fosson20 – l’Aremogna un club giovane che punta a crescere

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Un club ‘giovane’, l’Aremogna che, a differenza di molte società già affermate da diverso tempo nel comitato campano, è un team con soli cinque anni di ‘vita’. «Come si può immaginare – spiega il presidente e direttore tecnico Davide Cuccarollo – c’è stato un grande sforzo in termini di investimenti e strategie, come quella di avere numeri ristretti per non standardizzare il lavoro, per poter in breve tempo essere competitivi e ottenere risultati importanti. Gli ultimi due anni sono stati determinanti per raggiungere il punto in cui siamo oggi, poiché ci siamo trovati a dover fronteggiare due esigenze e di conseguenza due piani di lavoro diversi tra i Giovani, categoria che spesso ‘spaventa’ più le società che i ragazzi, dati i costi piuttosto elevati e il drop-out sempre più frequente. Riuscire a garantire a tutti una strategia idonea al raggiungimento del proprio obiettivo si è tradotto in uno sforzo enorme da parte della società per gestire da una parte una programmazione tecnica finalizzata poi ad un corso maestri e allenatori e dall’altro un programma di lavoro per far fronte agli impegni che il mondo Fis richiede. Ma direi che ci siamo riusciti con tre nostri atleti nella squadra del Centro-Sud (le squadre sono curate da Thomas Marcocig e Franco Di Tommaso)».
Il club che in inverno fa campo base su Roccaraso – la sede, invece è a Napoli -, è iscritto anche al Memorial Fosson. «Anche con i Children – prosegue Davide, che è anche allenatore di questa squadra – siamo soddisfatti, visti i risultati delle gare disputate nell’ultima stagione con sei podi ottenuti al Criterium Interappenninico (con Semire Dauti prima nel superG Ragazze, Paolo Sanelli secondo in gigante, slalom e parallelo, terzo nel superG tra gli Allievi, Massimiliano Claar secondo nel superG sempre tra gli Allievi), Stiamo dedicando, inoltre, particolare attenzione anche ai più piccoli (i Pulcini sono seguiti da Viola Sanelli e Fulvio Trilli).
Quest’estate poi ci siamo allenati con continuità e con trasferte lontano da casa abbiamo fatto testare tutti gli atleti prima della partenza, viaggiando con minibus privati che poi sono serviti anche da transfert fino in ghiacciaio, mentre per il pernotto abbiamo affittato appartamenti solo per noi. E al rientro da ogni trasferta erano previsti nuovamente i test per ragazzi e allenatori».

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