Wengen, Kitzbühel e Crans Montana prima dei Giochi Olimpici, per i quali comunque è già qualificato, particolare questo da non sottovalutare: è il momento di tirare fuori tutto in Coppa del Mondo per Florian Schieder da Castelorotto, 30 anni compiuti a dicembre, tre podi nel circuito maggiore, uno in Val Gardena in questa stagione, gli altri sul tempio della Streif, due volte secondo, nel 2023 e nel 2024.
L’obiettivo è anche quello di scalare quell’ultimo gradino che ancora gli manca. La squadra è in forma e in fiducia, con il pensiero sempre rivolto al povero Matteo Franzoso. Intanto Florian si è confidato con Race Ski Magazine.
Florian, tempo di un primi mini-bilancio stagionale. Com’è?
«Finora sicuramente positivo, anche se non ho iniziato bene in superG. Avevo sempre in testa il fatto che stavo sciando bene in allenamento, senza però riuscire a mostrare tale valore in gara. In discesa sono partito meglio, a parte qualche errore a Beaver Creek che non mi ha fatto ottenere un bel risultato, ma la sciata c’era e si è visto subito in gara 1 in Gardena. Ora siamo tutti carichi per le grandi “classiche” di gennaio».
E del podio sulla Saslong cosa ci dice?
«Dico che dopo la prima discesa ero molto fiducioso per la gara del sabato, ma non pensavo sinceramente di stare così avanti, l’obiettivo in quel momento era una top10 che già sarebbe stato un bel risultato per me in Val Gardena. E invece… Un podio in casa significa tanto, è speciale, davanti a tutti i tifosi, con molta gente del mio paese venuta appositamente. Abbiamo festeggiato al traguardo e spero di poterlo rifare ancora. C’è tanto da fare per raggiungere gli obiettivi, ma vorrei rivivere un’emozione così».

Il pensiero è già ai Giochi?
«Lo ammetto, inizialmente le domande sulle Olimpiadi mi davano sempre un po’ fastidio, perché prima devi conquistarti il pettorale. Ora che sono qualificato la prendo molto più alla leggera. Ma in ogni caso c’è una stagione prima e se non fai bene in quelle gare lì non arrivi con la forma giusta a Milano-Cortina. Pensiamo alla Coppa del Mondo e poi quando saremo lì ci concentreremo sui Giochi. Ovvio che il pensiero c’è sempre, ma più per i media o per la gente intorno. Noi restiamo concentrati sulle nostre gare, andiamo avanti giorno per giorno e poi guarderemo alle gare a cinque cerchi».
Chiede consigli a Dominik Paris?
«Certamente. Il rapporto è ottimo, ci confrontiamo tanto come avvenuto anche in Gardena, può essere che si sia visto in qualche immagine o foto. Mi ha dato consigli, soprattutto per il piano dove ho sempre fatto tanta fatica e credo di essere migliorato un po’ in quelle situazioni. Mi ha aiutato anche d’estate, ora in ricognizione ci fermiamo a volte assieme scambiandoci opinioni, quando scende prima lui mi dà consigli dal traguardo, o viceversa. Ormai abbiamo un bel rapporto, ci possiamo anche caricare a vicenda. Ma direi che è così con tutta la squadra».

Il pensiero va anche al povero Matteo Franzoso?
«La stagione la facciamo per lui. Tutti uniti. Il discorso su Matteo è sempre difficile, non trovi le parole dopo una tragedia simile. La squadra vuole fare bene per lui, dimostrandosi sempre affiatata».
Kitzbühel?
«Mi piace da sempre. Fin dalla prima gara ho sempre fatto bene lì, non so nemmeno perché o forse lo so, le piste tecniche mi caricano. E poi il pubblico, la pressione che c’è intorno, tutte situazioni che mi gasano tantissimo. Ora cercherò di cambiare il colore del trofeo, visto che ne ho già due per il secondo posto. Due anni fa pensavo alla vittoria dopo aver superato Odermatt e invece poi è arrivato Sarrazin. Quest’anno ci proveremo ancora. E’ una gara-mito, la più importante, la più ambita in Coppa. Ma i Giochi valgono di più. Per Kitzbühel ci proviamo ogni stagione e speriamo…».
E la Stelvio?
«Eh, a Bormio non ho mai fatto gare bellissime (miglior risultato in discesa 13° nel 2022, NdR), ma la pista mi piace. Poi quest’anno sarà diverso, perché ci gareggeremo a febbraio con un’altra luce, a dicembre c’è molto più buio in pista. Non so come sarà la neve, magari non così ghiacciata come a dicembre. Sarà tutto un po’ più nuovo. Ma è una pista tecnica e posso giocarmela. Siamo tutti motivati e gasati».





