Federica Brignone, ad Aspen è nata una stella!

Grandissima gara dell'azzurra sul ghiaccio terribile di Aspen

Gigante difficile ad Aspen, con una pista al limite della praticabilità per una gara femminile: troppo ghiacciata, troppo lucida la neve. Ne ha risentito lo spettacolo, con tutte le concorrenti in grave difficoltà, più impegnate a cercare di stare in piedi che ad esprimere la loro tecnica. Nella prima manche l’unica che è riuscita ad esprimersi ad alto livello è stata la tedesca Kathrin Hoelzl, capace di precedere la Zettel e la Pietilae-Holmner. In difficoltà le azzurre, con Denise Karbon troppo attardata e Manuela Moelgg in ritardo a causa di un grave errore. Buonissima gara di Federica Brignone, ottava, ma anche di Nadia Fanchini, Giulia Gianesini e Irene Curtoni, capaci di qualificarsi per la seconda manche.

Seconda discesa che è stata tracciata dall’allenatore azzurro Stefano Costazza. Visibilità sempre scarsa, anche se il percorso ha messo un po’ meno in difficoltà le atlete, esaltando al contempo le qualità tecniche delle nostre. La gara è vissuta sulla prepotente rimonta di Manuela Moelgg che dal diciannovesimo posto ha via via recuperato posizioni. Le uniche ad avvicinarsi sono state Nicole Gius e Denise Karbon, finite alle sue spalle per pochissimi centesimi. La prima a superarle è stata una straordinaria Federica Brignone, che quando ha tagliato il traguardo aveva ben un secondo e undici centesimi di vantaggio sulle compagne di squadra e l’ordine di arrivo indicava quattro azzurre al comando. Poi sono finite tutte alle sue spalle, prima Tina Maze, poi Eva Maria Brem (che al primo intermedio aveva oltre un secondo di vantaggio e che ha tagliato il traguardo staccata di un secondo), quindi la Pietilae-Holmner. Il grande risultato Federica l’ha costruito con un’interpretazione di puro talento sul ripido, ma soprattutto con una tenuta atletica incredibile nel tratto finale, dove ha lettreralmente ‘demolito’ le avversarie.
Alla fine sono riuscite a superarla una campionessa come Kathrin Zettel, seppur perdendo buona parte del margine che aveva accumulato nella prima manche, e Kathrin Hoelzl, che ha davvero disputato una gara eccezionale: la tedesca, pur essendo campionessa del mondo in carica, non era mai salita sul gradino più alto del podio in Coppa del Mondo.
Bene anche le altre azzurre, con Moelgg settima, Gius ottava, Karbon nona, Gianesini diciottesima e Curtoni ventiquattresima.

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