Energiapura, negli ultimi anni, oltre a dedicarsi alla realizzazione di abbigliamento da sci per il mercato amatoriale, ha investito gran parte delle sue risorse per il miglioramento dei prodotti dedicati al settore racing. Questo particolare interesse ha portato l’azienda a confermarsi leader in questo mercato tanto da vantare collaborazioni con più di 200 atleti professionisti che segue con costanza nelle gare di Coppa Europa e Coppa del Mondo.

Da tempo Energiapura mette a punto soluzioni finalizzate a ridurre la forza di Drag, ossia quella forza che tende a rallentare lo sciatore in fase di discesa che  è determinata da due componenti principali: la forma che lo sciatore mantiene in gara e la resistenza indotta dall’attrito che si genera per interazione tra il fluido (l’aria) e il corpo. 

In ordine alla prima di queste due componenti, il regolamento è chiaro: nessuna modifica può essere apportata alla forma dell’atleta se non nelle zone in cui vi sia la presenza di protettori obbligatori. L’unico contributo tangibile che può essere dato all’atleta, quindi, è quello di suggerirgli la posizione ottimale che deve mantenere al fine di ridurre la propria area frontale, componente principale di incremento di resistenza al moto.

Bisogna però essere chiari. Si parla di professionisti di Coppa del Mondo che ben sanno qual è la loro posizione ottimale. Alcune gare vengono vinte per pochi centesimi ed è lì che la differenza la fa la combinazione tra la bravura dell’atleta, la professionalità dell’intero team che lo segue e la scelta dell’abbigliamento più idoneo a ottenere le performance prefissate. Energiapura questo lo sa, così come è consapevole che quei pochi centesimi che permettono all’atleta di vincere possono essere limati lavorando in maniera intelligente sui tessuti della tuta, abbattendo l’attrito.

IN GALLERIA DEL VENTO
Nel settembre 2018, in un’ottica finalizzata al miglioramento continuo dell’efficienza delle tute racing, Energiapura in collaborazione con il dottor Nicola Andretta (laureato in ingegneria meccanica), è tornata in galleria del vento sfruttando l’Aerotunnel di Gorizia, dove sono state sottoposte le proprie attrezzature a differenti test aerodinamici con l’obiettivo di realizzare un prodotto sempre più performante. Questa particolare galleria ha uno sviluppo in lunghezza di 102 metri, su due livelli, lungo i quali sono presenti due camere di prova: una a sezione ristretta delle dimensioni di 2.5×2.5 metri dove si conducono test ad alta velocità e una più ampia per prove a bassa velocità. In particolare Energiapura ha utilizzato la seconda zona che meglio si adatta a replicare le condizioni aerodinamiche dello sciatore in gara. 

L’azienda vicentina non si è limitata a testare solamente le proprie tute e protezioni ma ha invitato anche campioni come Peter Fill, Ilka Stuhec, Bostjan Kline e altri atleti (non citabili per segreto professionale) con un duplice scopo: provare l’assetto complessivo e dare loro l’opportunità di correggere eventuali dettagli nella posizione ottimale. 

Gli sci sono stati fissati a una bilancia dinamometrica a sei assi che permette di rilevare la resistenza aerodinamica o drag espressa in chilogrammi, generata dall’interazione dell’aria con l’atleta. Allo stesso tempo, e per tutta la durata della prova, vengono registrati i dati relativi alla forza di drag mentre la velocità del vento in galleria è rilevata attraverso l’utilizzo di un tubo di Pitot. Per ogni sciatore è stata realizzata una particolare configurazione di tuta, sottotuta e protezioni ed è stata provata a tre velocità differenti: 80, 100,120 chilometri orari, medie che vengono raggiunte in gigante, superG e discesa per un test in condizione gara, servito come confronto tra le nuove tute e quelle utilizzate nella stagione precedente e come valutazione per l’eventuale incremento o decremento di resistenza aerodinamica, variando la tipologia di sottotuta, a parità di atleta, tuta e protezioni.

ANCORA MENO RESISTENZA AERODINAMICA
Per le nuove tute Energiapura sono stati registrati decrementi della resistenza aerodinamica relativamente elevati rispetto alle tute precedenti. Nell’ultimo anno l’azienda ha creduto molto nella ricerca di materiali alternativi per la realizzazione delle proprie tute. Il tessuto, infatti, ma più precisamente la sua finitura superficiale, gioca un ruolo fondamentale nell’incremento delle prestazioni. Bisogna evidenziare che per un corpo tozzo, come per esempio uno sciatore in gara, la resistenza non è data solo dall’attrito dell’aria con la superficie, ma anche dalla dimensione della scia che il corpo lascia al suo passaggio. Un corpo tozzo che si muove in un fluido lascia dietro di sé una scia vorticosa, che più è stretta e meno è resistente. 

L’obiettivo di Energiapura è stato quello di ridurre il punto di separazione della scia al fine di renderla meno larga possibile. Il tutto investendo e lavorando sulla finitura superficiale della tuta. Per quanto riguarda invece il lavoro svolto sulle sottotute, i test condotti hanno evidenziato come a parità di configurazione e atleta – ma con sottotute differenti – vi fossero variazioni significative in termini di incremento o decremento della forza di drag. Data l’esiguità del tempo riservata a questa tipologia di test, l’azienda non si è sbilanciata ma si sta già organizzando per eseguire prove specifiche così da indagare in maniera più accurata il fenomeno.

Gli ottimi risultati in galleria non si sono fatti attendere: Ilka Stuhec è salita sul gradino più alto del podio nella discesa dei Mondiali di Åre. Ai massimi livelli, servono doti e capacità tecniche degli atleti, ma anche materiali estremamente performanti. Un solo centesimo può fare la differenza.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.