A Cortina, dove le montagne custodiscono storie di sport e generazioni di atleti, il curling non è soltanto una disciplina invernale: è un filo che collega passato e futuro, tradizione e ambizione. In questo scenario si intrecciano i percorsi di Edoardo Alfonsi e Giacomo Colli, due giovani che sono sostenuti da Fondazione Cortina, che fin dalla sua costituzione ha sposato progetti legati appunto alle nuove generazioni.
Sono entrambi giocatori di curling, fanno parte del Team Colli e fino all’ultimo sono stati aggrappati a una possibile convocazione olimpica, poi sfumata. Avranno però l’occasione di vivere il sogno a cinque cerchi collaborando direttamente con Fondazione Cortina e consolidando un legame instaurato da tempo.
Per Giacomo, il curling è una storia di famiglia. Cresciuto in una tradizione sportiva radicata, ha l’esempio del nonno che è stato giocatore, tedoforo a Torino 2006 e che, a 94 anni, è pronto a ripetersi il 26 gennaio, quando il sacro fuoco farà ritorno a Cortina d’Ampezzo. Una passione per il curling trasmessa anche dal papà, anche lui giocatore e grande appassionato di sport.
Giacomo è diventato Deputy General Manager del curling, con lo sguardo sul palazzetto e sulla cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi. «Io che gioco, che conosco bene questo sport e tutte le dinamiche, posso portare alcune sensibilità all’interno dell’organizzazione – racconta – Per me è un grande orgoglio ricoprire questo ruolo, ma soprattutto accogliere i Giochi Olimpici nel paese in cui sono nato e cresciuto. Tutto il mondo ci guarderà ed è stato bellissimo già durante i Campionati Mondiali di sci alpino del 2021».
Anche Edoardo vive l’attesa con curiosità ed entusiasmo. Pur non essendo un atleta in gara, parteciperà alla manifestazione come membro della workforce: potrà muoversi nella venue, vedere la trasformazione dello stadio di casa, osservare da vicino i campioni che ha sempre guardato in televisione. «Per i tifosi sarà qualcosa di veramente unico, straordinario – dice – Io personalmente sono molto curioso di vedere questo spettacolo, si respira già l’aria del grande evento e sono molto gasato».

Seguirà tutte le partite, valuterà l’esecuzione dei tiri e registrerà ogni dato al fine delle statistiche. Ci sarà un team adibito esclusivamente a ricoprire questo ruolo fondamentale, un po’ come avviene nel tennis. «Si può anche giocare male a curling, ma è necessario fare bene i tiri che servono per davvero» sottolinea.
Nel poco tempo libero, Giacomo ed Edoardo si allenano e gareggiano. Mesi di grandi impegni dentro e fuori dal ghiaccio, portando l’esperienza maturata all’interno di Fondazione Cortina che accoglierà un’Italia che ha scritto la storia nell’edizione di quattro anni fa, a Pechino 2022.




