E se Giada D’Antonio entrasse nel team Colturi? (Tranquilli, è solo un gioco)

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Ci scusiamo in anticipo con il team Colturi se li citiamo in questo gioco di immaginazione. Ma sono l’esempio più lampante di un team indipendente di successo che lavora al di fuori delle logiche federali, e quindi perfetti per questo esperimento mentale – che, precisiamo, non ha alcun fondamento di realtà.

Formuliamo un’ipotesi inverosimile. Di quelle che ti fanno sorridere e scuotere la testa. E se il team Colturi, nato per sostenere Lara e il fratello Yuri, decidesse di aprire le porte ad altri atleti? E se Giada D’Antonio, giovane promessa dello sci alpino italiano – e anche in questo caso ci scusiamo per averla coinvolta in questo gioco, abbiamo usato il suo nome solo perché è un talento che sta facendo parlare molto e con un percorso che ricorda quello degli inizi di Lara – fosse la prima a bussare alla loro porta?

Non succederà, tranquilli. Anche perché i Colturi sono genitori, prima di tutto. Hanno studiato e sviluppato questo team per la figlia, non per costruirle una potenziale concorrente. Ma facciamo finta che accada. Immaginiamo che, in un futuro non troppo lontano, il team decida di espandersi, di diventare qualcosa di più grande. Una struttura privata, un punto di riferimento per giovani talenti in cerca di un’alternativa al sistema federale.

La questione economica è sempre determinante. Quando si parla di progetti ambiziosi come quello del team Colturi, la prima domanda da porsi è: da dove escono le risorse? Come si reperiscono? E, soprattutto, chi paga chi? Oggi, un’ipotesi del genere potrebbe funzionare solo se fosse Giada D’Antonio – o meglio, la sua famiglia o sponsor privati da lei reperiti – a sostenere i costi. Un investimento importante, certo, ma che garantirebbe accesso a una struttura di altissimo livello, con allenatori, preparatori e risorse dedicate. Ma cosa succederebbe se, in futuro, il team trovasse sponsor così capienti da non solo sostenere l’attività di Lara, ma anche permettere loro di “ingaggiare” un’altra atleta? Sarebbe una rivoluzione.

Festa per il team Colturi ©Agence Zoom

E poi c’è il tema della nazionalità, che nello sci alpino è poco più di una formalità. Per gareggiare in Coppa del Mondo basta iscriversi tramite una federazione nazionale. Giada D’Antonio, ad esempio, ha un passaporto colombiano ed ecuadoriano grazie alla madre. Basterebbe trovare una nazione compiacente – e Colombia o Ecuador potrebbero esserlo – per aggirare il problema. Non sarebbe la prima volta che accade: il caso Colturi ha già dimostrato che, con le giuste connessioni, è possibile costruire una carriera internazionale anche al di fuori dei confini tradizionali.

Ma c’è un altro aspetto interessante da considerare. Un’ipotesi del genere non sarebbe solo uno stimolo per Giada, ma anche per Lara. Allenarsi con una giovane in crescita, con un talento che spinge per emergere, potrebbe rappresentare una sfida tecnica e mentale anche per lei. Un modo per alzare ulteriormente l’asticella, per avere un confronto costante.

Eppure, torniamo alla realtà. Il team Colturi è, e probabilmente resterà, una realtà familiare. Un progetto costruito attorno a Lara e Yuri, con obiettivi chiari e risorse adeguate. Aprirsi ad altri atleti significherebbe cambiare completamente la natura del team, trasformarlo in qualcosa di diverso. Ma non possiamo ignorare i segnali. Il caso Colturi ha aperto una porta che difficilmente si richiuderà.

Giada d’Antonio ©Biagio Foto/Pegasomedia

Giada D’Antonio, con il suo talento e la sua ambizione, potrebbe essere la protagonista di questa rivoluzione. Con tutte le implicazioni di marketing che potrebbe generare un team Colombia o un team Ecuador in Coppa del Mondo, non vi dice nulla Pinheiro che balla la samba sotto la bandiera brasiliana sul podio? O forse no. Forse resterà fedele al percorso tradizionale, puntando alla giacca azzurra e ai valori della FISI. Ma l’idea che possa scegliere una strada diversa, che possa immaginare un futuro fuori dagli schemi, è un segnale di quanto lo sci alpino stia cambiando.

E chissà, magari situazioni del genere, con altri nomi e protagonisti, già covano sotto traccia. Come spesso accade, la realtà potrebbe superare la fantasia.

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