E adesso? I prossimi passi di Federica Brignone

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Federica Brignone non è più del Centro Sportivo Carabinieri. Non lo è dallo scorso 26 ottobre, giorno del congedo ufficiale, dopo la volontà di lasciare l’Arma manifestata già in estate, nel mese di agosto. Tempi tecnici tra carte, documenti e burocrazia e adesso da qualche giorno è tornata civile. 

Dal punto di vista sportivo non cambia nulla. Per gareggiare le basta il tesseramento con una società affiliata alla Fisi. Ha ringraziato l’Arma e la scelta più logica è stata quella di tornare allo sci club di casa, dove tutto è nato. Dov’è cresciuta e ha mosso i primi passi. È di nuovo un’atleta dello sci club Courmayeur, una società con un lungo trascorso, che negli anni ha visto transitare anche Richard Pramotton, Alberto Schieppati, Maria Rosa Quario, Paola Marciandi e Marco Albarello. 

Federica continuerà a lavorare con suo fratello Davide, tornerà in squadra non appena riceverà il via libera dai medici e continuerà ad avere una località che negli anni le ha sempre aperto le porte, mettendole a disposizione le piste, oltre a dedicargliene una. Senza dimenticare il supporto dello sci club (uno dei più grandi e strutturati d’Italia) con in primis il direttore tecnico Rudi Picchiottino. 

Federica Brignone ©Pentaphoto
Federica Brignone ©Pentaphoto

Il contorno cambia, soprattutto con le due pesantissime medaglie d’oro vinte nelle condizioni fisiche e di salute ormai note. Federica negli ultimi mesi è entrata in una nuova dimensione e la sua immagine è cresciuta in modo esponenziale. Può decidere che cosa fare e dove andare, sfruttare ogni opportunità legata a partner esistenti o nuove iniziative private e aumentare ancora di più la sua notorietà. Oppure rifugiarsi tra le montagne della Valle d’Aosta e vivere in tutta tranquillità, magari pedalando con le amiche.

Può sfilare sulla passerella della festa del Cinema di Roma con l’abito rosso di Armani e può girare il docufilm in abiti civili. È quello che ha fatto e l’Arma, con ogni probabilità, qualche scena con l’uniforme l’avrebbe per certo apprezzata. Federica Brignone ha deciso così, «a questo punto della carriera». È tornata alle origini, consapevole di avere un futuro garantito anche quando non aprirà più il cancelletto.

Il lavoro per tornare in pista

Questa scelta però non significa smettere di sciare. Il suo obiettivo restano i Campionati Mondiali di Crans-Montana 2027, in programma dall’1 febbraio. Per arrivare lì, sta di nuovo correndo con la solita determinazione. Ha tolto i mezzi di sintesi ad agosto inoltrato, qualche giorno di stampelle, poi sotto con la riabilitazione e la riatletizzazione. Ha svolto un periodo di lavoro al mare, sulle spiagge della Sardegna, adesso è di nuovo al J Medical di Torino. 

Avanti e indietro tutti i giorni da casa. Un’altra rincorsa per recuperare e tornare in pista. Sì, ma quando? Se il programma fila via liscio Federica Brignone dovrebbe rimettere gli sci ai piedi entro i primi 15 giorni di novembre. Dunque, stando al calendario, non dovrebbe più mancare molto. 

Sarà un test fondamentale, forse decisivo per il suo futuro. Senza dolore, si spalancano le porte del ritorno. Quasi certamente salirà su un volo per gli Stati Uniti, inizierà ad allenarsi per davvero a Copper Mountain per poi chissà, essere già al via delle gare di Killington? Ma potrebbe essere ancora presto e potrebbe anche pensare di partire con la velocità, per certi aspetti meno esigente. 

Se invece il dolore persiste e manca stabilità, allora cambiano totalmente gli scenari. Una cosa è certa: Federica vorrebbe evitare di arrivare quasi dritta e sparata al grande appuntamento – come lo scorso anno – avrebbe il piacere di correre in Coppa del Mondo, di continuare a divertirsi, senza dolore. Sarà Federica a decidere il futuro, solo dopo aver rimesso gli sci e aver capito a che punto del percorso si trova.

Intanto lo sci club Courmayeur conta i tesserati: ne aveva oltre 400 lo scorso inverno, ora ne avrà uno in più. Con due medaglie d’oro al collo e tanti altri prestigiosi trionfi. Non capita tutti i giorni.

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