Non bastano le fiammate di Alex Vinatzer e di Luca De Aliprandini, entrambi sul podio nei tempi di Kitzbuehel ed Adelboden. Non bastano, non mascherano la crisi di risultati delle discipline tecniche maschili. Vinatzer, che ha perso smalto fra le porte larghe nella seconda metà di stagione nonostante abbia sposato giustamente con determinazione la doppia disciplina, non riesce ad essere continuo e regolare. Quello che rimane l’unico slalomista capace di salire sul podio sbaglia ancora troppo. Una stagione balorda, travagliata, per lo slalom azzurro. Tobias Kastlunger e Simon Maurberger si mettono un attimo in mostra ad inizio della stagione ma poi fine delle trasmissioni. I giovani che non riescono a qualificarsi, Stefano Gross che sembra a volte in grado di graffiare per davvero però si ferma a ridosso dei big. Attenzione, averne di Sabo e di Giuliano Razzoli, intendiamoci. Visto l’andazzo potevano serenamente gareggiare ancora. E poi mettiamoci anche l’infortunio di Tommaso Sala che cercava quest’anno quel suo primo podio nella massima serie. Uno staff travagliato dall’addio a gennaio del responsabile Simone Del Dio, che non hai più ritrovato solidità, non ha più ritrovato una guida, insomma si è perso come i suoi medesimi atleti. E adesso? Non c’è altra scelta di innescare in squadra A Tommaso Saccardi, Corrado Barbera, Matteo Canins, Edoardo Saracco per cercare una già complicata ripartenza. Vedremo.

In gigante brilla solo Luca De Aliprandini. Il classe ’90 trentino è l’unico che fra le due discipline ha finito una stagione con regolarità. Torna sul podio sul Chuenisbergli ma soprattutto è sempre davanti a lottare per il podio. Cala solo nel finale di stagione, ma a conti fatta è una garanzia per il prossimo anno olimpico. Hannes Zingerle e Giovanni Borsotti saranno esclusi dal giro azzurro con molta probabilità, mentre purtroppo stagione sicuramente negativa per Filippo Della Vite. Ma il 2001 orobico è forte, bisogna recuperarlo, deve essere uno dei punti di forza della ricostruzione. A proposito di 2001: fa bene il dt Max Carca a puntare anche su Giovanni Franzoni per il gigante. L’anno prossimo il bresciano cercherà di farsi spazio anche fra le porte larghe. Tornando al team, ci si aspettava di più anche da Simon Talacci e dai giovani che sono stati convocati. Per chiudere Alex Vinatzer: è partito in crescendo, poi sempre gare positive per il ’99 gardenese, nel finale una flessione anche per un piccolo infortunio. Volente o nolente, Alex dopo lo slalom dove è il più competitivo, rimane il gigantista numero due in casa Italia. Ma non può bastare: da Vinatzer ci si aspettava sicuramente assai di più. A febbraio ci sono le Olimpiadi a Bormio, bisogna risalire la china per la maggior parte dei ragazzi.

Chi sorride sono i velocisti di Lorenzo Galli ed Alberto Ghidoni. in discesa e superG davvero dei buoni risultati. Prima di tutto Mattia Casse coglie in Gardena la prima vittoria in Coppa del Mondo. Tanta roba il trionfo in superG sulla Saslong. Poi Mattia non è riuscito a salire più sul podio, è vero, ma ha dato l’impressione comunque di essere sul pezzo in svariate gare. Ai Giochi punteremo sul ’90 valususino e ovviamente sul leggendario Dominik Paris. L’immenso fuoriclasse classe ’89 torna sul podio, torna a vincere: impressiona, convince sempre, c’è odore di medaglia alle Olimpiadi sulla sua Stelvio per chiudere una carriera che lo ha già comodamente inserito fra il più forte discesista della storia dello sci alpino italiano e fra i primissimi al mondo. Florian Schieder ha fatto fatica per un problema al ginocchio, poi a proposito di malanni fisici pesa la mancata stagione di Guglielmo Bosca che l’anno scorso non solo era cresciuto su tutti i terreni affinando doti di scorrevolezza a quelle tecniche già conosciute, ma era pure salito sul podio. I giovani, anche se chi più e chi meno, crescono con più decisione rispetto allo slalom ed al gigante. Sugli scudi naturalmente Giovanni Franzoni: passi avanti in discesa e soprattutto in superG, dove si ferma a pochi centesimi dal podio con un quarto posto a Beaver Creek. Crescono anche Benjamin Alliod e Marco Abbruzzese, altri tribolano un po’ di più. Segnali, ma sono ancora molto giovani, da Max Perathoner e Gregorio Bernardi. E poi c’è Christof Innerhofer. Smetterà? No. Lo ha già dichiarato. Del resto, zitto zitto, era ancora al via alle finali di Sun Valley. Ricordiamo poi un altro infortunio, Pietro Zazzi.
