Diritti Tv, la replica dei comitati organizzatori

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Dopo le richieste della Fisi

Non si è fatta attendere la risposta dei comitati organizzatori dopo la decisione della Fisi di rinegoziare gli accordi sui diritti televisivi, avendo rinnovato l’accordo con Infront. E’ la Val Gardena in prima fila a portare avanti le esigenze dei comitati organizzatori, ma ci sono anche Alta Badia, Asiago, Cogne, Cortina, Dobbiaco, Madonna di Campiglio, Sestriere, Tarvisio, Val di Fiemme. Due i punti nel comunicato di risposta a quello della Fisi: “La Fisi non puo vendere i diritti promo-pubblicitari poiché non sono di sua proprietà. Non esiste, infatti, nel regolamento Fis alcuna delibera in questo senso. In ambito pubblicitario, le federazioni nazionali posseggono solo alcuni spazi (come ad esempio il Platinum Circle), ma non la totalità degli spazi pubblicitari previsti dai regolamenti Fis. La cessione, pertanto dei diritti promopubblicitari e commerciali, comunicata dalla Fisi, è illegittima.
I comitati esprimono inoltre autentico stupore nel leggere che la Fisi intende imperniare la trattativa, relativa alla suddivisione di introiti da diritti televisivi "sulla massima disponibilità di dialogo" e si aspetta che lo sia "anche dal lato dei comitati organizzatori", eppure  ciò nonsotante si rifiuta di accogliere la richiesta degli organizzatori  di un incontro collettivo.
I comitati, infatti, hanno inviato nei mesi passati ben due lettere in cui hanno avanzato chiare e unitarie proposte. Con sconcerto, invece, prendono atto che il presidente Morzenti insiste nel volere avviare  trattative singole, basate sul baratto tra Fisi e località, pensando ancora che queste procedure costituiscano la base per la redazione dei calendari di Coppa del Mondo. Si ritiene utile allora ricordare che i calendari di Coppa del Mondo vengono redatti dal Comitato Coppa del Mondo Fis (un organismo internazionale con ben 14 nazioni rappresentate) sulla base di linee guida internazionali e vengono poi in seguito approvati dal Consiglio Fis. Le leve, dunque, su cui è necessario che lo sci italiano lavori, sono ben diverse.
A questo punto, gli organizzatori chiedono alla Fisi di mandare essa stessa un primo chiaro segnale di dialogo. Basta conflittualità. Basta baratti. Basta imposizioni unilaterali. Lo sci italiano ha bisogno d’armonia e di unitá e soprattuto ha fortemente bisogno di rispetto dei diritti e dei doveri di tutte le parti, federazione compresa
".
 

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