Prova 'monstre' del trentacinquenne elvetico che vince su Ligety e Janka

Papà Cuche li ha ‘suonati’ tutti per bene: si è presentato sul Rettenbach con il pettorale rosso ed è andato via tenendolo ben salto. Sembra Lance Armstrong, quando alla maglia gialla non rinunciava neanche per una tappa. Trentacinque anni, dieci in più di Ted Ligety, secondo, dodici in più di Carlo Janka, terzo. Una bella prova di sicurezza e classe per un atleta che negli anni ha saputo anche raffinarsi tecnicamente. Ama il ghiaccio, ma oggi su una pista più soffice non ha avuto rivali, mettendo ben sei decimi tra sé e gli avversari. Livello altissimo e azzurri pienamente della partita. Max Blardone (quarto, ad un solo centesimo da Janka) sembra tornato quello degli anni d’oro: sarà grazie al ritorno a Salomon, sarà per il fatto di gestirsi da solo, ma nella seconda manche a tratti ha sciato in modo esaltante. Stessa cosa per Davide Simoncelli, ottavo, con una seconda manche assolutamente al passo dei più forti. Completano l’ottimo risultato di squadra Alexander Ploner, undicesimo, e il ritrovato Alberto Schieppati, ventunesimo. Bene così, lo slalom gigante torna a tingersi d’azzurro.