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Alla fine il migliore è stato Giovanni Borsotti, quattordicesimo. Non basta la prima manche, per vincere ne servono due. E se Gio è un mix di delusione e soddisfazione perché un piazzamento nei quindici lo avrebbe sottoscritto alla vigilia, ma trovandosi lì, nella bagarre addirittura per il podio, qualcosina in più lo avrebbe raccolto volentieri. La delusione è soprattutto di Luca De Aliprandini. Era la grande occasione e lo sapeva. Ha sciato bene la prima manche, stava sciando bene la seconda. Se volete potete aggiungerci anche che non c’era neppure la pressione del pubblico di casa perché Meillard ne aveva combinate di tutti i colori ed era lontanissimo. Poi l’uscita di scena: è arrivato al parterre, non ha parlato con nessuno, neppure con Max Vergani, si è preso una pacca sulla spalla da Borsotti, non si è cambiato, è uscito scarponi ai piedi. Un brutto colpo sicuramente. L’Italia del gigante ha avuto la grande opportunità del riscatto eppure è rimasta a secco. Festeggia invece la Slovenia con Zan Kranjec per la seconda volta sul gradino più alto in Coppa del Mondo, la Croazia con Filip Zubcic, al primo podio in carriera. Festeggia anche Kristoffersen che chiude terzo con lo stesso tempo di Victor Muffat-Jeandet e guadagna punti su Pinturault, solo decimo. Persino l’Austria sorride: non aveva atleti nei primi venti a metà gara e si ritrova con Leitinger sesto e con miglior tempo nella seconda manche (e ventuno posizioni recuperate).
Detto di De Aliprandini e Borsotti, per l’Italia anche la preoccupazione per Manny Moelgg: scivolata e il ginocchio che ‘gira’, è stato portato all’ospedale di Frutingen per i primi accertamenti e adesso andrà a Interlaken per nuovi esami. Chiusura con Riccardo Tonetti: sorride con il fans club alla fine, con un po’ di rammarico per quell’errore nel finale che gli ha fatto perdere cinque posizioni.