Luca De Aliprandini ©Agence Zoom

Luca De Aliprandini ha chiuso undicesimo il gigante parallelo di Chamonix, si sofferma molto poco sulla sua gara («bene in qualifica, poi ho fatto più fatica con altra neve al pomeriggio») e va dritto alle polemiche nei confronti della Fis. Ancora una volta dunque in queste gare torna in primo piano il fattore sicurezza. «Rimango scettico quando dicono che questo è il futuro dello sci – spiega -. Oggi sono critico nei confronti della Fis perché io e tanti altri miei colleghi siamo favorevoli a togliere i salti. Noi siamo qui per sciare e deve vincere chi è più bravo a sciare e non a fare i salti». È un fiume in piena Finferlo, che aggiunge: «I salti devono esserci in discesa, quelli sono lunghi e hai tempo di prepararli, qui invece sono pericolosi. Questa è una critica e devono reagire, spero che Maubi non abbia nulla di grave, vedere la sua caduta mi ha fatto male al cuore». 

INFORTUNI GRATUITI – Oggi la pista blu è stata più veloce di quella rossa. Il format è bello e spettacolare per il pubblico, ma c’è sempre qualche differenza. E purtroppo anche diverse cadute. «Qui è tutto stretto, ci sono 20 metri tra una porta e l’altra e se va tutto liscio riesci a lavorare, ma in gara sei sempre al 100%; se insegui provi a metterci quel qualcosa in più: il rischio di sbagliare è troppo alto, questi errori portano a infortuni, non sono quelli che fanno parte del gioco, sono infortuni gratuiti». 

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