Daniel Yule ©Agence Zoom

Era rimasto l’ultimo svizzero a giocarsi il primato con Kristoffersen. Daniel Yule da re di Campiglio diventa padrone di Adelboden. Partiva con 67 centesimi di vantaggio, erano scesi a 16 prima di affacciarsi nell’arena finale ed è come se fosse stato risucchiato sul traguardo dai tifosi di casa. I centesimi sono saliti a 23 sul norvegese che pure non è stato impeccabile ma che era riuscito, vuoi per l’uscita di Noel che stava viaggiando davanti a tutti prima dell’infocata sempre nell’ultimo tratto, vuoi per le prestazione non certo impeccabili di Zenhaeusern e Meillard, a ritrovarsi davanti a tutti. Vince Yule, festeggia Matteo Joris e la sua Svizzera. Sul terzo gradino del podio ritorna l’Austria, il primo in slalom del dopo-Hirscher grazie a Marco Schwarz, che chiude a 28. Zenhaeusern è appena fuori dal podio a 36, quindi Muffat-Jeandet a 41, Linus Strasser a 50 (best crono nella seconda manche con 18 posizioni recuperate), Fabio Gstrein a 58, Alexis Pinturault a 59, Loic Meillard a 61, Sebastien Foss-Solevaag a 62. Insomma come potete vedere, questione di centesimi tra una posizione e l’altra. Che vogliono dire anche punti, con Kristoffersen che dalla due giorni svizzera si porta a quota 611 contro i 533 di Pinturault.
Capitolo Italia. Diciannovesimo Stefano Gross, ventesimo Simon Maurberger. E se a Maubi può tutto sommato andar bene, a Stefano Gross no. «Dopo il podio di Val d’Isère credevo di poter rimanere in alto, e se a Zagabria ho fatto io un errore tecnico, a Campiglio e qui ad Adelboden hanno fatto un passo indietro perché non sono riuscito a portare in gara le stesse sensazioni di quando mi alleno». Sconsolato anche lui, come Razzoli dopo la prima manche, serve ritrovare di nuovo una scossa per non affidarsi al solo Vinatzer…

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