Cosa succede all’Italia della velocità?

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Inutile nasconderlo. In questo momento l’Italia si deve un po’ accontentare nella velocità. Il tredicesimo posto di Florian Schieder è sinora il miglior piazzamento stagionale in discesa. Manca all’appello Dominik Paris. Non parla nel parterre, fa troppo male un quarantesimo posto, rispetto al quarto (a sei centesimi dal podio) dello scorso anno. La sensazione è quella che manchi un po’ la determinazione che ha sempre caratterizzato le sue prestazioni. E di conseguenza la sua sciata. Come se non si divertisse più, come se preferisse essere a casa piuttosto che al cancelletto di partenza. Se ne va da solo, come da solo si è allenato in estate e anche negli ultimi training di Copper Mountain (al massimo in compagnia di norvegesi o austriaci). Questioni di set-up o di motivazioni, chissà?
Lo ripetiamo solo nostre sensazioni, magari già nelle gare gardenesi dei prossimi giorni e soprattutto in quelle bormine darà una svolta alla sua stagione che sicuramente non è partita nel verso migliore.

Dominik Paris ©Agence Zoom

Altra cosa è la squadra. Parli con Innerhofer o Marsaglia, con i veterani insomma, e ti dicono che c’è grande armonia in gruppo. Che la sciata c’è, anche se mancano ancora tutti i pezzi al posto giusto. «Questo è il primo anno che vedo un passo avanti – le parole di Innerhofer – vedo i giovani che stanno migliorando, credo che serva tempo, bisogna dare fiducia e sono convinto che i risultati arriveranno. Per quanto mi riguarda, sono migliorato, mi sento molto più competitivo, in gara non ho ancora ottenuto i risultati sperati e così manca quella scioltezza che invece trovo in allenamento. Ma i conti si faranno a fine stagione, non mi vedo al termine della carriera. Lo staff tecnico continua a credere in noi e noi crediamo in loro». 
La gara non è andata come avrebbe voluto: «Ho fatto un grave errore sul Ciaslat dove di solito riesco ad esprimersi al meglio, perché non pensavo di arrivare così veloce». Per lui, come per Mattia Casse, quel passaggio è stato decisivo. «Testa bassa come sempre – lapidario il piemontese – però adesso è tempo per me di chiudere queste gare. Non bastano più solo buoni parziali. Manca l’acuto alla nostra squadra, ma siamo sereni, stiamo lavorando bene, senza stress. Arriveremo».

Christof Innerhofer ©Pentaphoto

Così si riparte dal tredicesimo posto di Florian Schieder. Non se l’aspettava neppure lui, in pratica sulla pista di casa, visto anche arriva da Castelrotto. Ha dovuto fare i conti con gli infortuni, soprattutto con i tempi degli infortuni. Piombiati nei momenti dove stai andando forte: chiudi quattordicesimo nella discesa sulla Streif e subito dopo ti fai male. «Sono partito carico, ho cercato di spingere sin dall’inizio, pensavo di aver buttato via la gara per un errore, ma dopo il Ciaslat ho trovato un bel ritmo sino alla fine. Un’iniezione di fiducia sicuramente, da domani si parte più motivati di prima: da questa stagione sono in camera con Innerhofer e i suoi consigli sono sempre fondamentali. Ma in tutta la squadra c’è un bel feeling, siamo convinti tutti di essere sulla strada giusta».

Mattia Casse ©Pentaphoto

 

 

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