Consiglio straordinario Fisi: presentate due proposte per la sicurezza negli allenamenti

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Questa mattina riunione straordinaria della Fisi, per avanzare una serie di proposte sul tema della sicurezza e arrivare ad attivare da subito azioni concrete, a favore degli atleti che si allenano ogni giorno. La seduta si è aperta con un ricordo di Mateo Franzoso, poi tutti al lavoro, partendo da una considerazione: «Appare evidente che il livello degli standard di sicurezza nelle fasi di allenamento necessiti di una immediata implementazione, per garantire agli atleti di poter svolgere il loro lavoro in totale fiducia e potendo contare su tutta la dotazione standard che già esiste in Coppa del Mondo» spiega la nota federale. 

Che aggiunge: «È altrettanto evidente che questa proposta si debba realizzare, identificando un numero limitato di piste (almeno per la velocità) sulle quali lavorare in maniera efficace e con la massima attenzione, per poter ottenere terreni di allenamento nei quali gli atleti si sentano certi di poter avere ogni tipo di assistenza». 

I membri della Fisi si sono alzati dal tavolo con due proposte una che verrà sottoposta al consiglio della Fis e una di competenza invece della Fisi. Questo è quanto è stato discusso questa mattina dal presidente Flavio Roda e dai consiglieri.

Matteo Franzoso ©Pentaphoto
Matteo Franzoso ©Pentaphoto

Centri attrezzati nel mondo

«A livello internazionale, occorre identificare alcune piste di velocità dedicate all’allenamento per tutte le Nazionali di sci alpino. La proposta potrebbe interessare un paio di piste nell’Emisfero Sud, per l’allenamento estivo, e qualche pista in Europa e Nord America per l’allenamento autunnale/invernale. Le spese per la messa in sicurezza delle piste di allenamento a livello internazionale dovranno essere in capo alla Federazione Internazionale di Sci e Snowboard (FIS)».

A titolo esemplificativo e non esaustivo: la pista deve avere l’omologazione internazionale, deve esserci la dotazione di reti A, B e C, distribuita con gli stessi criteri utilizzati in Coppa del mondo, deve essere presente il servizio medico completo, deve esserci l’elisoccorso, devono essere sempre verificate le vie di fuga ed eventuali ostacoli, il fondo deve essere curato come avviene nelle gare di Coppa, gli atleti devono indossare tutte le dotazioni di sicurezza richieste per il circuito maggiore, ecc.

Una volta identificate le piste e messe nella più totale sicurezza, dovrà essere obbligatorio per le Nazionali di tutti i Paesi organizzare gli allenamenti solo su quelle piste, con un calendario che dovrà essere condiviso. Anche le piste sulle quali svolgere gli allenamenti delle discipline tecniche dovranno garantire gli stessi standard di sicurezza.

Matilde Lorenzi ©Agence Zoom

Fisi e Ministero pronti a investire in Italia

Gli stessi parametri vanno utilizzati per le piste di allenamento per la velocità in Italia. Anche in questo caso, vanno identificate alcune piste dislocate in varie regioni, che devono servire esclusivamente per l’allenamento di tutte le squadre che fanno attività: dalle Nazionali, alle squadre di Comitato regionale, a quelle dei Gruppi Sportivi, a quelle degli Sci Club. Le dotazioni di sicurezza che queste piste devono avere, sono esattamente le stesse richieste per le piste di allenamento internazionale. I costi relativi alla messa in sicurezza di tali piste saranno a carico della Federazione italiana, con il supporto del Ministero dello Sport. Anche in questo caso, diventerà obbligatorio per tutti fare allenamento solo sulle piste identificate e messe in sicurezza.

Questa proposta riguarda strettamente le piste di allenamento, ma le componenti dello sci alpino coinvolte in una radicale evoluzione della sicurezza per gli atleti sono moltissime: si va dagli attrezzi, alle protezioni, a una serie di dettagli tecnici che aumentano le performances degli atleti in pista e che, spesso, vengono testati durante l’allenamento.

In una logica di miglioramento delle condizioni di allenamento e nella ricerca di una sempre crescente sicurezza, anche le aziende produttrici dell’attrezzatura e delle protezioni dovrebbero intraprendere un percorso di analisi e di ricerca di soluzioni tecniche che possano garantire migliori condizioni per gli atleti di ogni livello. In particolare, l’analisi andrà focalizzata sugli sci e sulle attrezzature per le lamine.

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