Chiuso il sondaggio: i lettori chiedono nomi nuovi

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Lunedì prossimo, il 12 di marzo, è prevista la deadline per la consegna delle candidature alla presidenza e al consiglio della FISI. Come ho scritto nell’editoriale del numero in edicola in questi giorni, tutto è in alto mare. L’unico nome ufficiale da tempo è quello di Lorenzo Conci, il solo che si è esposto finora indipendentemente dai ricorsi dell’ex-presidente Morzenti e ai giochi politici delle altre parti, dimostrando convinzione e progettualità nella sua proposta. Preoccupa, però, che nessun altro si sia ancora fatto avanti. Forse è ancora peggio che qualcuno pensi di poter fare ancora ‘melina’ e impostare una ‘campagna elettorale’ in tre settimane. Per un semplice motivo: significa che per aspirare alla poltrona di presidente della FISI non c’è poi da ‘sbattersi tanto e andare in giro a convincere i tesserati della bontà dei propri programmi. Basta mettersi d’accordo con i principali centri di ‘potere’, i personaggi che hanno tirato le fila della politica federale degli ultimi anni e che hanno dalla propria parte ingenti ‘pacchetti’ di deleghe di grandi sci club, e parte del gioco è fatta. Un gioco sporco, che sa di ‘voto di scambio’: tu mi dai questo e la mia zona vota per te… Il sondaggio che abbiamo pubblicato sulla home page del sito il 24 febbraio e che oggi ha raggiunto quota 7.000 votanti singoli, pur non avendo alcun reale valore statistico, parla di un netto rifiuto della base (i nostri numerosissimi lettori rappresentano bene la base dei praticanti) rispetto alle figure del veccio establishment federale: Carmelo Ghilardi il 4%, Giovanni Morzenti 5%. Le preferenze sono andate a nomi nuovi, indipendentemente dal fatto che questi si vogliano poi realmente candidare: Alessandro Falez (29%), promotore di un dibattito insieme al SAI Roma per discutere del futuro della FISI, Flavio Roda (uomo che viene dal campo con esperienza di tecnico) e Lorenzo Conci (l’unico candidato veramente motivato). Sarebbe triste immaginare che gli accordi di ‘palazzo’ possano sovvertire gli umori dell’ambiente. Potrebbe anche succedere, ormai siamo abituati a tutto, però sarebbe davvero triste.

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