‘Cattiveria’ Max

Pubblicato il:

«Ho affrontato grandi cambiamenti negli ultimi mesi. Inevitabilmente sono seguite molte polemiche e sentivo una forte responsabilità sulle mie spalle, ma tutto questo mi ha caricato ancora di più». Inizia così l’intervento in conferenza stampa del vittorioso Max Blardone, dopo un rocambolesco arrivo in ritardo a causa dell’attesa ai controlli antidoping. Subito l’attenzione dei giornalisti si concentra sul tema del giorno ‘il team privato’ di Max. «Non ho un team privato – chiarisce subito lui – ma due collaboratori (Giorgio Ruschetti e Gabriele Morandi, ndr.) che mi seguono compatibilmente con le esigenze dell’attività che svolgono con i loro sci club». Insomma una collaborazione part-time, anche se la gioia dell’abbraccio fra Max e Giorgio all’arrivo della Gran Risa la dice lunga sul rapporto fra i due. «L’unico a dedicarsi al 100% a me è Giuseppe Gianera, detto ‘Tello’, il mio skiman». Subito le domande, un po’ pungenti, dei giornalisti, è tutto un coro di: ma da chi è pagato il tuo skiman? E come ti organizzi per gli allenamenti? «Tello, lo paga Max Blardone e per gli allenamenti basta organizzarsi per tempo», risponde sornione lui. Ha gli occhi lucidi Max. Ci racconta che all’arrivo della seconda manche non era certo di essere sul podio, nonostante la consapevolezza della grande prestazione, ma sono bastati pochi secondi per rendersi conto del risultato: si butta pancia a terra nella neve, come un vero guerriero stremato, ma soddisfatto. Una domanda sulle differenti condizioni trovate a Val d’Isere rispetto a quelle della Badia e Max coglie al volo l’occasione per parlare di sicurezza. «Certo non è facile passare da una pista con neve artificiale, come quella di Val d’Isere, a quella ghiacciata di oggi, ma chi vuole vincere deve essere versatile e sapersi esprimere al meglio in qualsiasi condizione. Penso che le piste barrate siano molto meno pericolose di quelle con neve aggressiva, come quelle nordamericane, che aggancia e gira gli sci. Oggi abbiamo visto alcune cadute, ma nessuna con infortunio per l’atleta: quando la pista permette di scivolare, è più difficile farsi male». Pettorale numero 1 nella prima manche, numero 30 nella seconda, quale la situazione più difficile? «Durante la prima manche, dopo le prime porte, mi sono reso conto che stavo spingendo troppo e ho avuto paura di saltare. Ho amministrato, pensando che avrei potuto dare il massimo nella seconda, soprattutto nel tratto finale e così ho fatto».

Ultime notizie

A fine mese le prime gare a Cerro Castor. A metà agosto scattano i circuiti SAC e ANC

La nuova stagione agonistica è dietro l’angolo e qualcuno è già pronto a indossare...

Aperta anche in estate la telecabina Sestriere-Fraiteve

La stagione estiva di Vialattea è già iniziata con l’apertura della seggiovia Sportinia di...

Le azzurre allo Stelvio, c’è anche Giorgia Collomb dopo l’intervento. Gli altri gruppi tra Livigno, Formia e Brunico

Sono tornate sulla neve le ragazze del gigante e dello slalom, da quest’anno seguite...

Alto Adige verso la continuità con Markus Ortler

Il Comitato Alto Adige andrà a elezioni già questo sabato, come la Valle d’Aosta....

Altro dal mondo neve

Le azzurre allo Stelvio, c’è anche Giorgia Collomb dopo l’intervento. Gli altri gruppi tra Livigno, Formia e Brunico

Sono tornate sulla neve le ragazze del gigante e dello slalom, da quest’anno seguite...

La Fis a Bormio per l’ispezione. Waldner: «La Stelvio è una garanzia»

Dopo Madonna di Campiglio, ecco Bormio. La Fis nei giorni scorsi è stata sulla...

Il Canalone Miramonti brillerà ancora di più con la nuova illuminazione

Il Canalone Miramonti brillerà ancora di più nella notte del 23 dicembre, quando tornerà...