Braathen riparte con un solo obiettivo: «Portare la bandiera del Brasile in cima al podio»

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Un locale in paese, non poteva essere sufficiente per ospitare la conferenza stampa di Lucas Braathen, una delle più attese nel lungo fine settimana di Sölden, ormai iniziato. Ha deciso di salire in quota, all’Ice Q, da dove si sarebbero potute vedere le vette tutto intorno, se non ci fosse stato un nebbione di fine ottobre. Due funivie, venti minuti di ascesa, accoglienza con capirinha. Tanti non vogliono mancare all’appuntamento con il brasiliano che esattamente un anno fa aveva indetto una conferenza stampa dell’ultimo momento per informare che avrebbe smesso di sciare. Gelo alla viglia dell’inizio della Coppa del Mondo. Oggi invece tutto un altro spirito, il sorriso di essersi costruito il suo team, di aver percorso la sua strada e di avere al fianco la sua famiglia e tanti sponsor che gli hanno permesso di avviare questo progetto.

Look sgargiante e non poteva essere altrimenti, location suggestiva e tutto il suo team ad ascoltare le sue parole e quelle di papà Bjorn. L’obiettivo è solo uno, vincere e portare la bandiera del Brasile sul gradino più alto del podio. È consapevole che non sarà subito così facile, banalmente perché non partirà in primo gruppo e dovrà lentamente risalire. Nella sua vita si è ispirato al cestista Rodman, a Steve Jobs e al calciatore Ronaldinho e ora vuole essere lui una fonte per i più giovani. «Ispirare un ragazzo dall’altra parte del pianeta, affinché porti avanti i suoi sogni – dice – Oggi rappresento 2 milioni di brasiliani della Coppa del Mondo di sci alpino».

Al suo fianco una squadra di primissimo livello, che ha lavorato in armonia per riportare Luca Braathen al top. C’è Mike Pircher che è stato tecnico di Marcel Hirscher, poi il preparatore Kurt Kothbauer, fino allo scorso anno con Marco Odermatt, l’ex sciatore Charlie Raposo che cura la comunicazione e poi altre figure messe a disposizione da RedBull e Atomic, due dei suoi più grandi sostenitori, insieme a Moncler che sembra pronto a vestirlo in pista. «Ho tante persone da ringraziare, dalla famiglia agli amici, dagli allenatori norvegesi agli idoli e alle mie fonti di ispirazioni che mi hanno permesso di essere la persona che sono. E poi tutta la mia attuale squadra, senza di loro, oggi non sarei qui».

E quindi si riparte dal ghiacciaio di Sölden, una località che è fiera di aver annunciato una collaborazione proprio con Lucas Braathen, diventato volto-immagine dell’edizione 2024 dell’opening sul Rettenbach, che scatterà domani con il gigante femminile. Con un personaggio ritrovato.

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