Bianchini: 'Ho sempre creduto in un giorno del genere'

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Ecco Beppe di Volkl, il fedele skiman di Stefano Gross

Da otto anni affila le lamine e si prende cura delle solette. Da otto inverni e otto estati studia e analizza i migliori set-up confrontandosi con l’azienda cercando le soluzioni più innovative e performanti. E’ skiman Volkl, ma anche consulente. E’ maestro degli attrezzi, ma è anche psicologo ed è quello che tutto l’anno lo segue in ogni dettaglio. E’ un po’ l’angelo custode di Stefano ‘Sabo’ Gross. E’ Giuseppe Bianchini, ‘Bianco’ come lo apostrofano nel Circo bianco. Ha lavorato tanti anni anche con Cristian Deville, già ‘re di Kitz’, ora è tutto per Sabo, ‘imperatore del Chenisbargli’. Bianco conosce segreti, storie, pregi e difetti, potenzialità e limiti di Gross.

INTESA – Pochi giorni fa nel corridoio dell’ albergo degli azzurri a Madonna di Campiglio interruppe la nostra intervista con Gross e a Sabo disse: «Eri piantato, fermo, statico nella seconda. Dove è la tua fluidità?». Sabo ascolta, annuisce e disse: «Hai ragione». Uno sguardo, due battutte. Si conoscono, basta poco per intendersi, capirsi, correggersi. Poi Bianco ci disse ed aveva ragione: «Sta sciando forte, occhio alle prossime». Niente di più vero. Ad Adelboden Gross ha fatto una seconda manche incredibile, sul muro nella seconda ha pennellato. Ha fatto paura per davvero.

UN NUOVO SET-UP –  E Bianco ci ha messo il suo: «Abbiamo cambiato qualcosa nel set-up. In particolare sulle piastre. Ogni minimo dettaglio a questo livello è fondamentale. In riscaldamento lo avevo visto davvero brillante con una montatura particolare della piastra. Non ho detto nulla a Sabo, ma in gara ho lasciato quella soluzione. E’ stata quella vincente. Attenzione, non dico è stata la chiave di svolta, ma se si vince per due centesimi vuol dire che ogni particolare deve essere curato alla perfezione». Beppe ha vissuto i podi ma anche le sconfitte. A fianco di Sabo ha goduto dei momenti felici e ha condiviso le difficoltà.

IL GRANDE GIORNO E’ ARRIVATO – Ora se la gode e se la ride, finalmente lo slalomista fassano è tornato sul podio e soprattutto è salito sul gradino più alto. «Ci ho sempre creduto, altrimenti, vi dico la verità, potevo andare a far altro. Sempre in azienda, ma con altri compiti. Invece ho sempre saputo che stavo lavorando con un atleta di valore, grande atleta e grande uomo. Questo giorno prima o poi sarebbe arrivato, ed eccolo qua».

 

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