Ieri è stata giornata di riposo per lo sci alpino. Nessuna gara a Bormio, nessuna a Cortina d’Ampezzo. Lo spartiacque tra il programma della velocità e quello delle tecniche. L’Italia esce dalla settimana della velocità con quattro medaglie. Quale bilancio?
Giovanni Franzoni ha vinto un signor argento: alla sua prima Olimpiade ha dimostrato di avere i nervi saldi e di poter competere per il podio ovunque. Dominik Paris si toglie un gran peso e si mette al collo un bronzo che vale molto di più e che completa la sua carriera. I due azzurri più attesi nella prima settimana sono andati a segno in discesa: obiettivo raggiunto e non scontato.
Rammarico invece per il superG: Domme non ha neppure avuto la possibilità di misurarsi, con quello sci che si è sganciato. Giovanni ci ha provato, ma con un livello del genere basta una curva sbagliata per finire fuori dal podio. Un’altra medaglia sarebbe stato qualcosa di ancora più indescrivibile per Giovanni: va bene così.
Gli altri due podi olimpici sono arrivati da Cortina d’Ampezzo. Sofia Goggia si è presa il bronzo in una discesa difficile, per le pressioni e il lungo start-stop per soccorrere l’amica Lindsey Vonn. In superG è partita come una scheggia, per poi iniziare a inclinarsi qua e là, fino all’uscita di pista. Ha raccolto meno del previsto, in superG era partita molto forte.

L’oro di Federica Brignone è invece un inno alla carriera. Non poteva essere messo nei pronostici, sarebbe già stato oro un bronzo. Solo qualche settimana fa sarebbe già stata una vittoria la sua partecipazione ai Giochi Olimpici. E invece ora la possiamo chiamare campionessa olimpica.
Abbiamo sprecato parecchio nelle combinate a squadre, che comunque assegnano medaglie. Una, quasi certa, è stata buttata in ambito maschile, dopo un mezzo capolavoro nella discesa. In campo femminile forse partivamo senza particolari ambizioni, ma risultati alla mano anche l’Italia qualche cartuccia l’aveva. Tra discesa e slalom, qualche uscita di troppo.

Nel complesso il bilancio della velocità è positivo. Quattro medaglie sono un bel bottino, soprattutto se ci voltiamo indietro alle precedenti edizioni dei Giochi Olimpici. Mai fino a ora erano arrivate quattro medaglie da discesa, superG e combinata (nelle sue varie forme proposte). Solo a Pechino e Salt Lake City ne erano arrivate tre, tutte al femminile. Quattro anni fa grazie a Federica Brignone, Sofia Goggia e Nadia Delago, nel 2002 per merito di Daniela Ceccarelli, Karen Putzer e Isolde Kostner.
Andando ancora più indietro, c’è l’edizione dei record di Albertiville 1992, con cinque medaglie complessive. E anche in quella occasione tre erano arrivate dalla velocità, con Deborah Compagnoni, Josef Polig e Gianfranco Martin.
Ma ora è il momento di guardare avanti e girare pagina. La velocità è in archivio, ora tocca agli specialisti del gigante e dello slalom. A Bormio si punta su Alex Vinatzer, forse addirittura più sul gigante di oggi. A Cortina d’Ampezzo le speranze sono riposte sempre su Sofia Goggia e Federica Brignone, con una Lara Della Mea che proverà a superarsi.




