Beaver Creek, le lacrime di Franzoni 4°: «Che liberazione! Questi sono i risultati a cui ambisco, quelli che contano»

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Non smette di piangere al traguardo Giovanni Franzoni. Si leva la tuta, gli scarponi. Rimane con l’intimo, parla fitto al telefono, si inginocchia perché i quadricipiti bruciano ancora dalla fatica. Piange Giovanni. Finalmente con il quarto posto nel superG odierno è arrivato un grande risultato per il 2001 di Manerba del Garda che ci dice nella finish area di Beaver Creek, Colorado, in cima alla Vail Valley: «Ho visto il risultato del mio coetaneo Lukas Feurstein e mi sono convinto di poter fare bene, dal momento che gareggiava con me in Coppa Europa e so il suo ed il mio valore. Mi sono buttato deciso, convinto, non ho pensato che fosse una gara di Coppa del Mondo. Sai che puoi arrivare con lui, vero Gio? E’ quello che mi ripetevo negli ultimi attimi prima di attaccare la Birds Of Prey Golden Eagle, concentrato nel gabbiotto del cancellato di partenza». Esulta Giovanni, questo quarto posto arriva dopo un biennio difficile.

Franzoni stanco ma felice, accasciato nella finish area ©raceskimagazine.it

Ancora il talento bresciano: «Sono partito forte da giovane, sempre in crescita a suon di risultati. Poi l’infortunio, quindi un anno difficile, di transizione quello passato. Adesso una liberazione, un risultato fantastico. Ieri 27°, ok, ma conta relativamente. Non ho nemmeno esultato, nonostante al via con il 57. Quarto è un’altra cosa, sono questi i risultati a cui ambisco, quelli che contano per davvero». Talento e tanta determinazione Franzoni. Il ragazzo è uno davvero esigente con se stesso, uno che non si accontenta, uno che sta lontano dalla mediocrità. Sono i nuovi italiani dello sci, vedi Alex Vinatzer, Filippo della Vite, Giorgia Collomb (e Lara Colturi che corre con l’Albania ma è italiana), quelli che sono consapevoli che esserci, partecipare in Coppa del Mondo non significa nulla se si vuole davvero lasciare il segno in questo sport. C’è da primeggiare insomma. Lo sci italiano ha bisogno di atleti con questa mentalità. Chiude Franzoni: «Mi sentivo come se mi mancasse qualcosa in questo biennio, spesso ero anche giù. Non è stato facile tornare ad essere competitivo, ma oggi ho fatto semplicemente quello che so fare. Quando sei fermo per infortuni a volte ti abbatti, è normale. Io mi sono sempre messo in testa di voler tornare per andare più forte, per continuare la mia crescita. Eccomi. Avanti così adesso». Che bello Gio, finalmente un risultato degno della tua classe e del tuo impegno maniacale per essere con i primi. E domani c’è il gigante qua negli States: forza ragazzo, continua a farci sognare…

Franzoni in azione ©Facciotti

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