Azzurre in rampa di lancio: la carica di Brignone, il ritorno di Goggia, l’attesa di Bassino

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SOELDEN – L’avvicinamento della squadra italiana al gigante di Soelden non è stato facile, un po’ come per tutte le Nazionali che non appena sono tornate in Europa hanno dovuto districarsi un po’ di qua e un po’ di là per trovare piste e località. Ma la situazione non spaventa Gianluca Rulfi, che parla di un bel lavoro fatto in Sudamerica. «Stare cinque settimane ha portato i suoi frutti – racconta il direttore tecnico delle gare femminili – la squadra arriva abbastanza pronta, seppur con qualche difficoltà a lavorare in questi ultimi giorni». Il Rettenbach di Soelden è quasi pronto, ieri niente sciata in pista, gli organizzatori hanno lavorato tutto il giorno per consentire ai circa 25 centimetri di neve caduti di legare con il manto compatto preparato in precedenza. «È stato bagnato, di solito sono bravi a lavorare la pista e speriamo di avere un bel campo di battaglia».

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L’Italia del gigante punta soprattutto su Marta Bassino e Federica Brignone, con il ritorno di Sofia Goggia dopo una stagione solo in velocità. «Soelden è sempre una gara un po’ particolare – dice Bassino -. Bisogna ripartire e rompere il ghiaccio. Tensione? Gli ultimi giorni verso questa gara li sento sempre un po’». Federica Brignone è raggiante e non vede l’ora di partire. Oggi cinque giri a gran velocità nel gigantino in alto, poi via in albergo, viste le condizioni difficili. «Era l’obiettivo e poi sono scesa anche perché sono giornate toste e piene di impegni: ho fatto ginnastica, ho tanti amici che vengono a trovarmi e cerco di incontrarli. Sono pronta, sto bene e ho lavorato con intensità in Argentina – dice – ho rifinito con esercizi di elasticità e vediamo che cosa succederà domani». Tredicesima presenza a Soelden («Urca, un bene e un male, ma vuol dire che sono stata bene, che mi sono divertita e che ho passione, altrimenti non sarei qui» aggiunge a margine della conferenza) per Federica Brignone, che parte per cercare subito l’ennesimo centro della sua carriera e che è data in grande forma. Il ritiro di Braathen? «Una sorpresa per tutti, un ragazzo giovane che ha da poco iniziato la carriera vincente. Fa strano si sia ritirato così presto».

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Ritorna in gigante Sofia Goggia, che si dice contenta: «Ho sempre pensato che il gigante rappresenta una chiave importante per la velocità – dice -, soprattutto per la stabilità tecnica. Non mi aspetto nulla da questa disciplina». Presente anche Elena Curtoni che in estate ha rimediato otto punti sulla tibia a causa di un piccolo imprevisto. «Il gigante? Vediamo, intanto si parte da qui».

Elisa Platino e Asja Zenere non hanno mai corso sul Rettenbach di Soelden, entrambe arrivano da una passata stagione positiva. «Sono contenta, ma ora si riparte da zero – dice Platino -. Non vedo l’ora di correre questa gara, voglio godermela tutta e divertirmi. Vero anche che i muroni non sono il mio forte…». Zenere spiega: «Avrei potuto portare a casa qualcosa in più in Coppa Europa, sento di essere cresciuta e ho un bell’obiettivo in testa: aspetto domani per capire a che punto sono». E poi c’è Roberta Melesi, che parla di una passata stagione «sulle montagne russe». Arriva dall’infortunio alla spalla e questa la considero «una stagione importante».

 

 

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